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Dossier | N. 46 articoliSalone del Mobile 2017

«Sharing home», la casa è nomade con spazi condivisi e multifunzione

Spazi accoglienti. Il megatrend della Cosy Home è ben rappresentato da questo appartamento progettato da HAO Design a Kaohsiung City (Taiwan), con spazi aperti ma ben definiti, a misura di famiglia (HEY! CHEESE)
Spazi accoglienti. Il megatrend della Cosy Home è ben rappresentato da questo appartamento progettato da HAO Design a Kaohsiung City (Taiwan), con spazi aperti ma ben definiti, a misura di famiglia (HEY! CHEESE)

È impresa ardua e forse anche azzardata cercare di individuare – tra le decine di migliaia di prodotti che da oggi a domenica saranno esposti tra gli stand del Salone del Mobile e nei tanti spazi del Fuorisalone in città – le principali tendenze di stile o gusto che predominano su altre.

Certo, alcuni macrotrend appaiono evidenti, spesso a conferma di percorsi avviati già da qualche anno: la tendenza ad esempio a creare forme sobrie ed essenziali, di ispirazione nordica e ipercontemporanea, che si accompagna all’uso di materiali semplici (legni, metalli, pietre) e colori naturali, dalle tinte poco accese. Strettamente connessa a questa tendenza sembra il frequente ritorno alle icone del passato, attraverso una tendenza vintage che in genere fa riferimento ai fasti del design italiano (inizio Novecento e secondo Dopoguerra), caratterizzato proprio da forme semplici e severe, ma al tempo stesso rassicuranti, proprio per il loro richiamo nostalgico al passato, con cui si cerca di dimenticare le difficoltà del presente.

E se la diffusione delle nuove tecnologie produttive, soprattutto digitali, ha consentito di esplorare forme e funzioni un tempo inimmaginabili, utilizzando in modo inedito materiali antichi o creandone di nuovi, si osserva al tempo stesso un ritorno al gusto cosiddetto classico, che a forme, colori e materiali tradizionali sa unire però metodi innovativi per interpretarli. Non mancano echi pop, ludici e provocatori nelle tante proposte delle aziende italiane ed estere presenti al Salone di quest’anno. Oppure colori sgargianti e richiami a terre lontane, che sfruttano il ricorso a materiali, disegni, trame o metodi di lavorazione dal sapore esotico.

Come dire: tutto e il contrario di tutto. Eppure, a tessere un sottile filo rosso tra le tante tendenze all’apparenza distanti o antitetiche, sembrano intervenire due elementi sopra gli altri. Uno di natura socio-economica, ovvero l’impatto sulla vita delle persone determinato dalla lunga crisi che, a partire dal 2007, ha colpito i Paesi occidentali, trasformando le abitudini di vita e di consumo della classe media, ma anche aumentando la sensibilità verso i temi della sostenibilità ambientale ed economica degli acquisti. Il che si traduce nella ricerca, da parte dei consumatori, di prodotti di qualità, resistenti ed ecologici. Oltre che belli e originali, ovviamente. L’altro elemento è il continuo e rapido aggiornamento delle innovazioni tecnologiche, che consentono di esplorare forme e materiali innovativi, di ridurre costi e scarti derivanti dalla produzione, ma anche di rendere accessibili alle masse prodotti o soluzioni un tempo esclusiva delle classi più abbienti.

Tutto questo – innovazione tecnologica, mutamenti socioeconomici, evoluzioni del gusto e dello stile – dà vita ad alcuni megatrend, che sono stati selezionati e descritti nella ricerca «LivingScapes», condotta dal Salone del Mobile di Milano Trend Lab. L’indagine utilizza una metodologia di ricerca di matrice etnografica, con un approccio socio-culturale, per indagare i fenomeni legati al mondo della casa e dell’arredamento in tutti i principali mercati (Usa, Europa, Russia e Asia).

Sono nove i «megatrend» legati all’abitare individuati dalla ricerca. Tra questi, la casa «InsideOut», che riflette la tendenza contemporanea a concepire l’abitazione come un hub sociale dove non esistono più i confini tra dentro e fuori, tra dimensione individuale e sociale. Il che significa che gli arredi devono essere progettati per potersi adattare a spazi sia esterni, sia interni, senza più una rigida distinzione tra collezioni indoor e outdoor. Non solo: la casa diventa parte integrante di una società basata sulla sharing economy, ovvero la condivisione degli spazi, degli oggetti e del tempo. In casa si dorme e si mangia, si lavora, si ospitano eventi culturali, concerti o mostre, si fanno acquisti. Spazi e mobili devono adattarsi per rendere possibili diverse funzioni anche a più persone contemporaneamente.

Agli antipodi, la casa può essere espressione del lusso e dell’individualità, attraverso la customizzazione degli arredi, che non necessariamente fa riferimento a prodotti di lusso, ma può anche derivare dalle esperienze di artigianalità 4.0 e autoproduzione, rese possibili dalle nuove tecniche digitali di progettazione e produzione. E poi la casa è «Nomadic», perché oggi ci si sposta spesso – per lavoro o per stile di vita – e dunque i progettisti devono pensare a soluzioni di arredamento componibili, flessibili e facilmente trasportabili. Ma le case possono essere anche «Cozy», studiate per dare a chi le abita il massimo del confort e del benessere, ma anche «Phygital», ovvero iperconnesse e intelligenti, oppure – all’estremità opposta - «Wild Style», ispirate alla natura nei materiali o nelle forme dei mobili che l’arredano.

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