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Dossier Minimo comune denominatore

Dossier | N. 46 articoliSalone del Mobile 2017

Minimo comune denominatore

Versatilità. La collezione Brick, firmata da Simone Cagnazzo per Caccaro, punta su minimalismo e funzionalità. Adatta alla zona living e alla camera da letto
Versatilità. La collezione Brick, firmata da Simone Cagnazzo per Caccaro, punta su minimalismo e funzionalità. Adatta alla zona living e alla camera da letto

Geometrie rigorose, cromie limitate o neutre, forme essenziali e materiali “semplici” all’apparenza. Il minimalismo è una delle grandi correnti del design, fin dagli anni Sessanta. E con il passare del tempo non ha mai perso appeal, anzi. Decade dopo decade si è sovrapposto e intrecciato all’estetica scandinava e a quella industriale, mantenendo le distanze da ogni tipo di opulenza, tralasciando le decorazioni e manifestandosi in pezzi senza tempo che parlano di raffinatezza ed equilibrio.

Tra le proposte di arredo e design che le aziende presentano in questi giorni al Salone del Mobile 2017 non mancano quelle che seguono questa corrente. E che spaziano dai complementi d’arredo per la casa alle cucine, dall’illuminazione all’outdoor. L’estetica continua a rispondere all’esigenza di rigore ed equilibrio, ma l’impronta della tecnologia oggi è più marcata: nella costruzione dei pezzi e nelle lavorazioni dei materiali. Che pur sembrando “primari” – legno, marmo, cemento e tessuto sono tra questi – sono frutto di una ricerca sempre più mirata a rendere il prodotto funzionale e duraturo.

Gli esempi sono diversi per dna dell’azienda, provenienza geografica e background del designer, ma soprattutto per contesto di utilizzo del prodotto. Che sempre più spesso, oltretutto, non è destinato a un unico ambiente e a un utilizzo di tipo esclusivo.

Tra gli stand del Salone, l'innovazione Made in Italy

Versatilità e funzionalità, unite a un’estetica minimalista, sono le caratteristiche chiave della collezione Brick firmata da Simone Cagnazzo per Caccaro. Non si tratta di mattoni, ovviamente, ma di un sistema modulare di contenitori che possono essere impiegati sia nella zona notte sia nella zona living. A quest’ultima è particolarmente adatta la versione Brick Multimedia, un sistema sospeso, a parete, nel quale si può integrare una colonnina porta Tv, nascondendo i cavi, a beneficio di un’estetica all’insegna dell’ordine.

Sempre nella zona living (ma anche in camera, oppure in ufficio) può andare la libreria Grid, disegnata da Matteo Nunziati per I 4 Mariani. Le geometrie minimali e studiate nei minimi dettagli si ispirano all’attività di Paul Klee, astrattista svizzero che fece delle geometrie lo strumento per dare vita a opere d’arte equilibrate e innovative. Alla struttura “semplice” si aggiungono le spalle in metallo verniciato pantografate a laser, che riproducono un disegno decorativo contemporaneo.

Minimale ed equilibrato, in un gioco tra vedo e non vedo, il paravento Ceiba Screen di Living Divani, firmato da Luis Arrivillaga, evoluzione dell’appendiabiti Ceiba presentato al Salone 2016. La struttura, dall’appeal nordico nonostante sia frutto della creatività di un designer guatemalteco, è realizzata in cornici in legno, in frassino naturale o tinto scuro, mentre l’ “effetto schermatura” viene dato da teli in candido lino. Il prodotto si presta bene a più funzioni: creare un angolo guardaroba in camera da letto o separare due aree di un ambiente unico.

Tra gli arredi dall’estetica “pulita” che vengono presentati a Milano durante il Salone del Mobile ci sono pezzi passe-partout come i tavolini della collezione Gramercy di Misuraemme, caratterizzati da una struttura molto essenziale in legno massello e da piani di diverse forme e dimensioni, e Kilt, seduta da esterno che Marcello Ziliani ha disegnato per Ethimo, azienda che fa capo alla famiglia Migliaccio ed è specializzata nell’arredo da giardino. La sedia ha una struttura in acciaio inossidabile, mentre lo schienale e la seduta sono realizzati con una fitta trama di corda tesa.

Quello delle sedute – siano esse sedie o imbottiti – è uno dei campi nei quali l’estetica minimale ha trovato maggiore potenziale espressivo. Lo dimostra anche Social Plus, sistema modulare di imbottiti firmato da Patrick Jouin per Pedrali. Il design è lineare, con sedute profonde e ampie, rivestite in pelle o tessuto, e gambe in alluminio: un arredo all’insegna della comodità e privo di ogni fronzolo.

Lontana da ogni opulenza, rigorosa e insieme ricercata è la cucina Patina di Sanwa, un punto di incontro tra semplicità, materiali innovativi e tecnologia giapponese. Il modello viene esposto durante la design week milanese nell’ambito di “Japanese Modern Vintage”. L’installazione, curata da Bestetti Associati, viene ospitata fino al 9 aprile allo spazio SolferinoLab, in Brera, e presenta una serie di nuovi prodotti per la cucina e per il bagno. In questo contesto, la cucina Patina è valorizzata da un sistema di illuminazione disegnato da Davide Groppi.

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