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Dossier Nel contract una via per arrivare all’estero con arredi di qualità

Dossier | N. 46 articoliSalone del Mobile 2017

Nel contract una via per arrivare all’estero con arredi di qualità

Molteni&C Contract Division ha fornito gli arredi di tutti gli spazi comuni (ingressi, ristoranti, bar) e di camere e suite del nuovo Hotel VIU Milan
Molteni&C Contract Division ha fornito gli arredi di tutti gli spazi comuni (ingressi, ristoranti, bar) e di camere e suite del nuovo Hotel VIU Milan

Design di alta gamma, anche personalizzato, proposte complesse fornite chiavi in mano. Grandi società ma anche Pmi del settore arredo sposano il contract: è una via per affrontare i mercati internazionali ed è un’opportunità che spinge aziende di diversi segmenti, dal mobile all’illuminazione, ad allearsi per diventare appetibili tra i developer.

Federlegno Arredo Eventi, società di servizi interamente controllata da FederlegnoArredo che organizza il Salone del Mobile, opera anche per favorire le aziende attive nel contract; in relazione a questo segmento ha messo a punto una mappatura dei mercati e avviato rapporti preferenziali in Paesi come Usa, Cina, Russia e Regno Unito. In occasione del Salone del Mobile 2017, le aziende possono incontrare developer, general contractor, purchasing company, architetti e interior designer. In particolare Fla Eventi da tre anni ha avviato rapporti istituzionali con la Cina e quest’anno porta in fiera i più grandi developer del Paese. Negli Stati Uniti, dove sono state strette alleanze con associazioni di categoria, le occasioni di contract nascono spesso grazie agli architetti e ai designer: una cinquantina di architetti del colosso Gensler sono stati invitati a venire tra gli stand del mondo ufficio nel quartiere espositivo di Fiera Milano a Rho.

Da Molteni a Cassina, le grandi aziende italiane già da tempo sono impegnate su questo fronte. In Italia e all’estero. La divisione contract di Molteni ha annunciato la conclusione dei lavori per il nuovo Hotel VIU Milan, per il quale ha fornito gli arredi per gli spazi comuni, per le camere e le suite; Cassina invece si è aggiudicata qualche settimana fa la fornitura per le 106 stanze del Four Season Hotel di Dubai. Proprio in occasione del Salone del Mobile 2017, compie un anno il primo distretto del design dedicato al real estate ideato da Lorenzo Pascucci e denominato Milano Contract District. In questo caso alcuni brand di interior e home design come Ernestomeda, Flos, Fontanot, Gessi, Lemma, Listone Giordano, solo per citarne alcuni, hanno deciso di fare squadra con un innovativo approccio alla formula del contract system.

Le aziende si sono alleate e in questo primo anno di vita del distretto hanno lavorato con costruttori come Borio Mangiarotti, Mangiavacchi Pedercini e Rusconi, ma anche con developer come Bnp Paribas RE e Generali, chiudendo contratti per diverse centinaia di alloggi nelle zone di pregio della città di Milano. «Ideazione, progettazione, marketing e poi fornitura di progetti tagliati su misura, insieme alla qualità dei brand partner, sono i fondamenti di Milano Contract District – spiega Pascucci –. L’innovazione sta nell’offerta di un servizio integrativo che permette di ottimizzare il prodotto scegliendo le finiture di capitolato, attraverso un coordinamento continuo con professionisti dedicati». Dal B2B con la fornitura customizzata su richiesta del cliente, al B2B2C (Business to business to consumer) con uno showroom e servizi mirati all’acquirente finale.

Tra le aziende impegnate sul fronte contract c’è anche Arper. «Ci definiamo un’azienda di soft contract – spiega Claudio Feltrin, presidente e ad di Arper -. Non siamo il general contractor che fornisce il progetto chiavi in mano, ma ci occupiamo degli arredi che progettiamo con l’obiettivo di creare spazi armoniosi ed empatici, funzionali ed efficienti. Gli oggetti che realizziamo devono dialogare tra loro e con l’ambiente nel quale vengono inseriti. Sedute, tavoli, divani, ma anche pannelli fonoassorbenti, oltre che accessori, sono progettati all’interno di un sistema coerente in cui gli oggetti lavorano in sinergia, per identificare lo spazio».

Tecno, storico brand fondato negli anni 50 e guidato dal 2010 da Giuliano Mosconi, ha da poco acquisito la maggioranza di Zanotta. Due realtà parallele che hanno deciso di mettere in comune competenza, reputazione e credibilità per consolidare la crescita nei principali mercati internazionali, puntando a un’offerta completa nel segmento contract e ufficio, ambito di riferimento per Tecno, e in quello home e hospitality, in cui Zanotta da sempre eccelle. «Abbiamo realizzato le filiali italiane di Banca Intesa, lavorando su come sarà la banca del futuro, siamo impegnati in un hotel a 5 stelle in Africa a Douala, stiamo fornendo gli arredi per il Palazzo di Giustizia di Renzo Piano a Parigi e abbiamo realizzato le sedi Triumph in tutto il mondo»; è lungo l’elenco delle commesse raccontate da Mosconi, che spiega l’anima dell’azienda: «Facciamo progetti e non prodotti, il 70% del nostro business è legato al contract, non è una diversificazione dell’attività aziendale, è il nostro core». Le caratteristiche distintive di Tecno sono la qualità della fattura e la continua innovazione tecnologica che dal 2016 ha portato alla realizzazione di io.T “The intelligence of Tecno”, il primo sistema intelligente di arredi connessi e interconnessi.

Ha sposato il contract anche l’azienda veneta De Castelli, che utilizzando ferro e acciaio coniuga artigianato, industria e innovazione. «Noi non parliamo di grandi numeri per hotel, residenze o uffici – spiega Albino Celato, ideatore del brand –, cerchiamo le nicchie di qualità e realizziamo prodotti customizzati, non a catalogo, rispondendo in modo mirato alle richieste della committenza».

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