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Ape, sindacati: in decreto franchigia per i lavori gravosi

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Ape, sindacati: in decreto franchigia per i lavori gravosi

I sei anni continuativi nei casi di lavori gravosi richiesti per accedere all'Ape social potranno essere spalmati nell’arco di sette anni e questa modifica sarà inserita in un decreto legge che verrà approvato la prossima settimana (non sarà un decreto ad hoc). Lo hanno riferito i sindacati al termine del tavolo sulla previdenza per i giovani con il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. «È un parziale risultato ma non risolve il problema», ha sottolineato il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli.

Poletti vede sindacati su previdenza giovani
In attesa della trasmissione al Consiglio di Stato dei Dpcm per l’Ape di mercato, per l’Ape social e per i precoci social (provvedimenti che dovrebbero essere pubblicati in «Gazzetta Ufficiale» il prima possibile per garantire il debutto il 1° maggio) va avanti il confronto con i sindacati sulla cosiddetta “fase due” del protocollo d'intesa del 2016. «Abbiamo incontrato i sindacati sulle problematicità riferite alle pensioni dei più giovani, collegate alle carriere discontinue, all'entrata in ritardo nel mercato del lavoro. La riunione è stata utile per definire il perimetro della discussione. Abbiamo convenuto di riaggiornarci il 4 maggio». Così il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, al termine dell’incontro al Ministero con Cgil, Cisl e Uil su pensioni e giovani.

Nuovo incontro 4 maggio
«Intanto - ha spiegato Poletti - faremo un lavoro di approfondimento per un'analisi degli elementi numerici, delle platee a cui ci si riferisce. Ci rivolgiamo a giovani con carriere discontinue ma dobbiamo definire quali sono gli elementi precisi che definiscono le platee». Inoltre, nell’incontro del 4 maggio, ha aggiunto il ministro, «faremo una riflessione sulla previdenza complementare. Si sa che il trattamento previdenziale e la previdenza complementare hanno una connessione e serve un approfondimento tecnico».

Governo al lavoro su post voucher
Quanto alla legislazione post-voucher, il ministro ha dichiarato: «Sappiamo che esiste il tema del lavoro occasionale, abbiamo detto che, avendo anche a riferimento l'analisi sul monitoraggio dei voucher, pensiamo sia necessario guardare a due fattispecie, famiglie e imprese. Come risolveremo nel merito è elemento di discussione, non ho anticipazioni da fare».

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