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Condominio, lecito aprire una porta nel muro comune

corte di cassazione

Condominio, lecito aprire una porta nel muro comune

L’apertura di varchi o porte nel muro comune non costituisce, in linea di massima, abuso della cosa comune. Ogni condomino ha diritto di apportare le modifiche che gli consentono un’utilitÓ supplementare rispetto agli altri cond˛mini.

Tale facoltÓ Ŕ concessa a condizione che non venga impedito il concorrente utilizzo del bene comune, che non ne sia alterata la naturale destinazione e che non venga pregiudicata la stabilitÓ e il decoro dell’edificio condominiale.

Pertanto, l’apertura di un varco nel muro perimetrale che consenta l’accesso alla proprietÓ esclusiva di uno dei cond˛mini o realizzazione di porte (in questo caso la trasformazione da finestra in porta-finestra) o cancelli non costituisce, normalmente, un utilizzo improprio della cosa comune, atteso che non pregiudica la possibilitÓ degli altri cond˛mini di farne parimenti uso, ferma restando la naturale destinazione del muro perimetrale, la soliditÓ dell’edificio ed il suo decoro.

Qusto il senso della sentenza della Corte di cassazione (relatore Alberto Giusti), n. 4437/2017. Alla sentenza si Ŕ arrivati dopo un contenzioso in cui altri cond˛mini lamentavano pregiudizio per la stabilitÓ e il decoro dello stabile, oltre all’illegittima appropriazione di parte del muro perimetrale.

Le osservazioni della Cassazione riguiardano soprattutto una serie di principi che chiariscono aspetti controversi. Anzitutto, la Suprema Corte dice che źsecondo la giurisprudenza di questa Corte (...), in tema di condominio, il principio della comproprietÓ dell’intero muro perimetrale comune di un edificio legittima il singolo condomino ad apportare ad esso (anche se muro maestro) tutte le modificazioni che gli consentano di trarre, dal bene in comunione, una peculiare utilitÓ aggiuntiva rispetto a quella goduta dagli altri condomini (e, quindi, a procedere anche all’apertura, nel muro, di un varco di accesso ai locali di sua proprietÓ esclusiva), a condizione di non impedire agli altri condomini la prosecuzione dell’esercizio dell’uso del muro - ovvero la facoltÓ di utilizzarlo in modo e misura analoghi - e di non alterarne la normale destinazione e sempre che tali modificazioni non pregiudichino la stabilitÓ ed il decoro architettonico del fabbricato condominiale╗.

Con l’importante precisazione per cui źl’apertura di varchi e l’installazione di porte o cancellate in un muro ricadente fra le parti comuni dell’edificio condominiale, eseguite da uno dei condomini per creare un nuovo ingresso all’unitÓ immobiliare di sua proprietÓ esclusiva, non integrano, di massima, abuso della cosa comune suscettibile di ledere i diritti degli altri condomini, non comportando per costoro una qualche impossibilitÓ di far parimenti uso del muro stesso ai sensi dell’art. 1102, primo comma cod. civ., e rimanendo irrilevante la circostanza che tale utilizzazione del muro si correli non giÓ alla necessitÓ di ovviare ad una interclusione dell’unitÓ immobiliare al cui servizio il detto accesso Ŕ stato creato, ma all’intento di conseguire una pi¨ comoda fruizione di tale unitÓ immobiliare da parte del suo proprietario╗.

Nel caso specifico Ŕ stato accertato come l’ampliamento della varco esistente, trasformato da finestra in porta carraia, ha costituito un mero uso pi¨ intenso della cosa comune che non impedisce agli altri comproprietari il concorrente utilizzo, e ci˛ in assenza di significativa alterazione del decoro. Anche alla luce del fatto per cui autore delle opere era il solo condomino che effettivamente poteva utilizzare pi¨ intensamente il muro perimetrale, essendo il proprietario esclusivo del vano prospicente l’originaria finestra.

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