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Lusso e arte, Jeff Koons interpreta il monogram di Vuitton

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Lusso e arte, Jeff Koons interpreta il monogram di Vuitton

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Leggenda narra che nessuno osasse spiegare a Bernard Arnault che Takashi Murakami avrebbe giocato a suo piacimento con la celeberrima tela monogram Louis Vuitton. Nel 2003 l’artista giapponese, chiamato dall’allora direttore creativo della maison Marc Jacobs, creò la collezione di borse Cherry Blossom, scegliendo di coprire, almeno in parte, i simboli e le iniziali Vuitton con fiori di ciliegio. Il fondatore di Lvmh (gruppo che ieri a Parigi ha superato i 100 miliardi di capitalizzazione) stupì tutti: l’ardita scelta di Murakami e Jacobs ad Arnault piacque e da allora le collaborazioni di Vuitton con artisti contemporanei si sono moltiplicate.

Jeff Koons però si è spinto oltre: per la collezione Maestri – in vendita dal 28 aprile – le iniziali LV sono qua e là sostituite dalle sue. Le riproduzioni fatte da Koons dei lavori di Leonardo da Vinci, Tiziano, Rubens, Fragonard e Van Gogh (note come serie Gazing Ball)sono state trasferite sulle borse icona Speedy, Keepall e Neverfull.

È solo l’inizio: sono previsti ulteriori progetti con Jeff Koons e altri artisti contemporanei. Un percorso ideato da Delphine Arnault, che per questa collaborazione tra lusso e arte – campo in cui la maison Vuitton è stata pioniere – ha aggiunto un elemento didattico, nel senso più nobile del termine. Nella parte interna delle borse c’è una biografia e un ritratto del maestro scelto per quel modello. Per ricordare che nell’arte non esistono soluzioni di continuità, neppure tra la Gioconda di Leonardo e i conigliettigonfiabili di Jeff Koons.

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