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Stallo sulla legge elettorale, in commissione prevale fronte proporzionale

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Stallo sulla legge elettorale, in commissione prevale fronte proporzionale

Resta lo stallo sulla legge elettorale. L’apertura di Renzi all’eliminazione dei capilista bloccati e l’invito ai partiti che hanno votato 'No' al referendum costituzionale ad avanzare una proposta, non ha avuto fin qui un gran seguito. Con distinguo anche in casa dem. «A me non va bene una legge elettorale qualsiasi, e poi trovo stravagante mettere in mano ai partiti che accusi di aver portato alla catastrofe, la soluzione per rimediare alla catastrofe» ha commentato il ministro Andrea Orlando, competitor di Renzi alle primarie Pd. «Renzi anche qui prende in giro la gente perché lui dice che siamo noi a dover fare una proposta ma dimentica di aggiungere che la maggioranza in Parlamento ce l'ha lui. Per cui noi possiamo fare tutte le proposte che vogliamo ma non abbiamo i voti per approvarle se non è d'accordo il Pd» ha chiosato Giorgia Meloni, presidente di Fdi.

In Commissione prevale fronte proporzionalista
Va registrato che il Mattarellum non ha più la maggioranza in Commissione Affari costituzionali, dove prevale invece il fronte favorevole al proporzionale, anche se le differenze sugli altri aspetti del sistema elettorale sono ampie. Ieri in Commissione, dove la Lega che con i suoi tre voti consentiva al Mattarelum di avere 26 voti su 50, si è detta disposta a votare un sistema che ricalca quello uscito dalla sentenza della Consulta. Mercoledì prossimo, 19 aprile, ci sarà una nuova seduta, dopo la quale il relatore e presidente Andrea Mazziotti, potrebbe presentare un testo base.

Le divisioni tra i partiti
Forza Italia - divisa al suo interno - è per un proporzionale con sbarramento al 5%. Anche i piccoli partiti sono favorevoli al proporzionale ma a condizione che la soglia di sbarramento sia il più bassa possibile, e molti caldeggiano il premio alla coalizione in modo da potersi unire a uno dei partiti più grandi. Il M5S ha presentato la sua proposta, il cosiddetto Legalicum: alla Camera resta il sistema che c'è dopo la bocciatura del ballottaggio dell'Italicum da parte della Consulta, ossia premio di maggioranza alla lista (e non alla coalizione) che superi il 40%, sbarramento unico al 3% e capilista bloccati con preferenza per gli altri in lista; al Senato è esteso lo stesso sistema all'infuori dei capilista bloccati. Sul Legalicum c'è, sulla carta, la disponibilità della Lega e anche del Pd, dal momento che i dem in alternativa al Mattarellum (che resta la proposta ufficiale del Pd) hanno già proposto l’estensione dell’Italicum, sopravvissuto alla Camera anche al Senato e Renzi ha ribadito ancora ieri la disponibilità a superare i capilista bloccati. Ma il M5S accusa il Pd fare melina. La sensazione è che la situazione non si sbloccherà fino alla celebrazione delle primarie Pd del 30 aprile.

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