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Def, Corte dei Conti: calo deficit da perseguire con fermezza.…

audizioni in parlamento

Def, Corte dei Conti: calo deficit da perseguire con fermezza. Upb: difficile disattivazione clausole

L'obiettivo di deficit all'1,2% nel 2018 è «da perseguire con fermezza, ricercando la più efficace composizione tra una disattivazione, anche parziale, della clausola (o il ricorso ad altre misure fiscali), misure di contenimento della spesa, che riducano il perimetro dell'intervento pubblico e un più esteso ricorso a una
diversificazione negli accessi alle prestazioni». Lo ha detto il presidente della Corte dei conti, Arturo Martucci di Scarfizzi, nell'audizione sul Def 2017 davanti alle commissioni Bilancio di Senato e Camera. Dopo quella dei magistrati contabili, in serata davanti alle commissioni si è svolta anche l'audizione dell'Ufficio parlamentare di Bilancio (Upb).

«Rigore è via obbligata, non perchè imposta dall'esterno»
«Ancora una volta, l'indirizzo rigoroso impresso alla gestione della finanza pubblica non deve essere visto come l'adesione a regole imposte dall'esterno - ha puntualizzato il presidente della Corte dei Conti - , quanto piuttosto la via obbligata alla quale l'eredità negativa impedisce di sottrarsi».

«Si profilano ulteriori correzioni»
«Certamente si profilano ulteriori correzioni da apportare o, in parte, già avviate, valga per tutte la questione del continuo declino degli investimenti pubblici, ormai discesi a poco più del 2 per cento del Pil», ha continuato il presidente. «Ma il contributo della politica della spesa agli equilibri di bilancio - ha aggiunto - appare solido e rassicurante».

«Rinvio aggiustamento costa, rialzo tassi questione di tempo»
«Il costo che, in ragione dei suoi effetti immediati, può derivare da un rinvio del percorso di aggiustamento si rivelerebbe oneroso e permanente» ha segnalato poi il presidente dei magistrati contabili. Il ricorso a nuovo deficit o a entrate di «incerta irrealizzabilità» potrebbero inoltre «difficilmente convincere i mercati circa l'effettiva volontà del Paese di ridurre il proprio debito». Un avvertimento che la Corte dei Conti lancia anche in relazione al contesto internazionale, mentre, conclude al riguardo, «gli acquisti di titoli pubblici da parte della Bce non potranno proseguire all'infinito e il rialzo dei tassi di interesse è solo questione di tempo».

Upb: «Difficile disattivazione totale clausole»
La disattivazione totale delle clausole di salvaguardia «appare di difficile realizzazione». Lo afferma il presidente dell'Upb, Giuseppe Pisauro, durante l'audizione sul Def. L'Autorità ha validato con esito positivo il quadro programmatico del governo ma sottolinea che «tutto il quadro sconta un'incertezza di base sulla dimensione dell'aggiustamento necessario, con un sostanziale rinvio alla possibilità di 'cambiamenti nel braccio preventivo Ue in senso più orientato alla crescita e allo sviluppo', tali da 'ridurre le correzioni fiscali richieste all'Italia». Pisauro ha analizzato il contenuto del Def, illustrando le ragioni che, alla luce delle informazioni disponibili, hanno condotto a un esito positivo il processo di validazione del quadro programmatico 2017-2020. La dinamica del Pil reale si colloca all'interno dell'intervallo di previsione del panel Upb (Cer, Prometeia e Ref, oltre allo stesso Upb) anche se risulta al limite della previsione più elevata, soprattutto nel biennio 2018-19. Lo scenario programmatico sconta un'evoluzione dei consumi finali al di sopra dell'intervallo del panel, in particolare nel 2018 e 2019, anno nel quale appare più forte anche il contributo della domanda interna alla crescita del Pil.

«Bene indicatori di benessere»
Pisauro ha inoltre giudicato «condivisibile e apprezzabile» l'inserimento per la prima volta nel Def di alcuni indicatori di benessere (BES) «perché conferisce maggiori elementi di valutazione alle decisioni pubbliche. Per il futuro la messa a regime di questa sperimentazione richiede un ampliamento dell'insieme di indicatori da considerare e un affinamento degli aspetti metodologici per la loro determinazione».

«Politica bilancio indefinita, in 2018 correzione 0,9%»
«Il quadro programmatico della politica di bilancio è sostanzialmente indefinito» ha detto il presidente Pisauro. «Dando per scontato l'intervento da attuare con il decreto di aprile (0,2 punti di Pil nel 2017 e 0,3 negli anni successivi) e assumendo l'annullamento delle clausole annunciato nel Def - ha continuato - sarebbero necessarie misure correttive nette per 0,9 punti di Pil nel 2018 e 1,4 punti in ciascuno dei due anni successivi».«Sul contenuto di tali interventi - sottolinea - le informazioni sono pressoché assenti: nel Def si evocano soltanto azioni 'sul lato delle spese e delle entrate comprensive di ulteriori interventi di contrasto dell'evasione'. Non solo: l'entità delle misure lorde finalizzate al reperimento delle risorse occorrenti dovrebbe essere maggiore, in quanto, si legge nel Def, 'il Governo intende anche trovare spazi per operare misure espansive e di riduzione della pressione fiscale in continuità con le misure introdotte negli anni precedenti'. Di nuovo, mancano indicazioni su caratteristiche e dimensione di tali interventi espansivi».

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