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Fmi: in Italia troppe banche e i crediti malati non scendono abbastanza

rapporto sulla stabilitÀ finanziaria

Fmi: in Italia troppe banche e i crediti malati non scendono abbastanza

DAL NOSTRO INVIATO
WASHINGTON - L'eliminazione dei crediti deteriorati (Npl) da parte delle banche italiane procede troppo lentamente, secondo il Fondo monetario internazionale. L'Italia rappresenta oltre un terzo dei complessivi mille miliardi di euro di Npl del sistema bancario dell'area euro, scesi di 120 miliardi negli ultimi due anni. Secondo il rapporto semestrale sulla stabilità finanziaria globale pubblicato dall'istituzione di Washington, il tasso lordo di Npl sul totale dei prestiti per un campione di banche italiane è del 12,2%, ma è sceso solo dello 0,1% dal picco, anche se è positivo l'aumento degli accantonamenti al 49 percento.

Crediti incagliati nel sistema giudiziario
Nella conferenza stampa per illustrare il rapporto, i dirigenti dell'Fmi hanno più volte puntato il dito sulla situazione italiana come una delle più problematiche. Il recupero del 70% dei crediti deteriorati, ha osservato Peter Dattels, della divisione mercati dei capitali del Fondo, è incastrato nel sistema giudiziario, una conferma che bisogna fare di più per incoraggiare soluzioni stragiudiziali. L'Fmi chiede anche un adeguamento della normativa fallimentare. Lo stesso dirigente del Fondo ha sottolineato la necessità di un esame più approfondito della situazione delle banche più piccole, quelle vigilate direttamente dalla Banca d'Italia, e non dalla Bce, per far emergere gli Npl.

I progressi dell’Italia
Il Fondo rileva anche alcuni progressi realizzati dal sistema bancario italiano, dall'aumento di capitale di 13 miliardi di euro completato da Unicredit, alla fusione fra Banco Popolare e Banca Popolare di Milano, al varo del decreto che ha messo a disposizione 20 miliardi di euro, che verrà utilizzato per la ricapitalizzazione precauzionale del Monte dei Paschi.
Il sistema soffre anche di alcune debolezze strutturali, nota il rapporto, fra cui un eccesso di capacità, con un numero troppo alto di banche e di filiali, il che ha un impatto negativo sulla redditività.
Per il Fondo monetario è positivo il ruolo esercitato dalla vigilanza europea, l'Ssm, con la pubblicazione di linee guida che portino le banche a elaborare piani “ambiziosi ma realistici” di riduzione degli Npl. L'obiettivo, ha spiegato Dattels, è di incoragiare lo smaltimento dei crediti deteriorati, ma senza provocare svendite a prezzi di realizzo. Al tempo, sostengono al Fondo, le autorità devono promuovere riforme che facciano salire il prezzo degli Npl.

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