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Coop del Togo esporta 1500 kg di ananas in Italia

export e cooperazione allo sviluppo

Coop del Togo esporta 1500 kg di ananas in Italia

Coopermondo, la ong creata da Confocooperative e Federcasse, porta la prima cooperativa assistita in Togo ad esportare i suoi prodotti in Italia. Si tratta di ananas biologici, qualità Pan di Zucchero e Cayenn, coltivati da una cooperativa di giovani di cui Coopermondo ha sostenuto la nascita. La cooperativa dal nome un po’ complicato, Cpjppab, ha chiuso un accordo per spedire in Italia un carico di 1547 ananas acquistati dalla cooperativa Agrintesa di Faenza e commercializzate dalla controllata (assieme al consorzio Apo Conerpo) Brio spa, specializzata nel commercio della frutta biologica.

Il finanziamento

Federcasse e un gruppo di 6 banche cooperative (Bcc del Garda, Banca Cras Sovicille, Banca del Veneziano, Bcc di Roma, Cr di Treviglio, Emilbanca) hanno fornito un finanziamento da 2 milioni di euro a due istituti locali di microfinanza che a loro volta sostengono le sviluppo di cooperative agricole nel paese. Coopermondo è presente in Togo da 3 anni, ha accompagnato la costituzione di 146 cooperative, attraverso la formazione e l’assistenza tecnica. Ma la coop degli degli anana è la prima a riuscire a esportare prodotti in Italia.

Gli ostacoli della burocrazia

«Non è stato facile rispettare tutti i requisiti imposti dalla burocrazia italiana e togolese - spiega il project manager di Coopermondo, Luc Mbaha -. Ma adesso la cooperativa è in grado di esportare autonomamente perchè in possesso dei documenti e perchè conosce il sistema burocratico-amministrativo. Questa formazione imprevista si è rivelata una delle più interessanti per lo sviluppo delle loro attività».

Trecento le donne coinvolte

La coop raccoglie 1000 soci produttori, di cui un terzo sono donne. «Dobbiamo immaginare che si tratta di coltivatori che, senza alcun tipo di meccanizzazione, lavorano piccoli appezzamenti nella foresta - spiega Giovanni Pausini, esperto agricolo di Coopermondo -. Questi coltivatori sono alla mercè dei mercati locali che comprano i loro prodotti a prezzi molto bassi. Mettersi assieme dando vita a forme cooperative consente loro di avere più potere contrattuale e di realizzare quindi prezzi più remunerativi».

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