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A marzo crolla la Cigs: -28% sull’anno, giù anche le…

L'Analisi|un bilancio a luci e ombre

A marzo crolla la Cigs: -28% sull’anno, giù anche le domande di disoccupazione (-1,7%)

A marzo le ore di cassa integrazione richieste dalle imprese continuano a scendere: -25,6 per cento rispetto allo stesso mese del 2016. A calare velocemente sono sia la Cigo (la cassa ordinaria per difficoltà temporanee), -39,2 per cento nel confronto tendenziale; sia, soprattutto, la Cigs (la cassa straordinaria per crisi aziendali più acute), che regista una caduta del 28 per cento (sempre sull’anno), in praticamente quasi tutti i settori (industria e artigianato, con cali intorno al 50 per cento - in controtendenza il commercio che segna +131,20 per cento).

ORE AUTORIZZATE PER TRATTAMENTI DI INTEGRAZIONE SALARIALE
Confronto tra i periodi gennaio marzo 2016 e gennaio marzo 2017. (Fonte: Inps)

Luci e ombre
A diminuire sono poi le domande di disoccupazione (comprese le residue di mobilità, ammortizzatore uscito di scena da gennaio): a febbraio sono state presentate in totale 104.996 istanze, -1,7 per centro rispetto alle 106.839 domande inoltrate a febbraio 2016. La fotografia scattata dall’Inps conferma un mercato del lavoro con luci e ombre: il tiraggio, vale a dire l'utilizzo effettivo delle ore di Cig autorizzate, si conferma ai minimi termini: il 2016 ha chiuso al 36,58 per cento (eravamo al 53,02 per cento nel 2015); e a gennaio 2017 siamo già scesi al 17,66 per cento. Certo, ci sono alcuni miglioramenti. Ma sul calo così forte della Cig pesano anche le nuove durate più ridotte degli ammortizzatori, introdotte dal Jobs act. E anche l’aumento dei costi per le imprese che fanno richiesta (e utilizzano) cassa integrazione.

Il bilancio dei primi 3 mesi
Allargando lo sguardo ai primi tre mesi dell’anno (valori cumulati) si conferma la forte riduzione: la Cig totale scende del 38,03 per cento rispetto allo stesso periodo 2016. La Cigs cala addirittura del 48,27 per cento, sopratutto nell'industria (-56,25 per cento). La Cigo scende quasi del 5 per cento, ma non in Edilizia dove le ore richieste di cassa salgono del 38,44 per cento. A testimonianza della persistenza di situazioni difficili nel nostro tessuto produttivo. Che fanno fatica a ripartire, anche per effetto di una ripresa che ancora stenta a decollare.

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