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Collegi e premio alla lista, i paletti del Pd sulla legge elettorale

Renzi: «in caso di pareggio servirà accordo»

Collegi e premio alla lista, i paletti del Pd sulla legge elettorale

Collegi uninominali, premio alla lista e armonizzazione delle soglie di Camera e Senato. Ecco i paletti del Pd sul fronte della legge elettorale. Erano stati in molti nei giorni scorsi a chiedere ai Dem di venire allo scoperto subito, prima delle primarie del 30 aprile, sulla legge che è in discussione presso la commissione Affari costituzionali di Montecitorio. Ed oggi la risposta è arrivata. Di più: Matteo Renzi in tv interviene per dire che «se nessuno prende il 40% ci
dovrà essere un accordo in Parlamento come in Germania». Come dire: potrebbe esserci anche in Italia una «grosse koalition».

Il capogruppo Pd in prima commissione Emanuele Fiano ha messo nero su bianco i tre elementi indispensabili: «I collegi, una discussione sulle soglie di sbarramento con una armonizzazione tra il 3% della Camera e l’8% del Senato e infine - sia che si punti all’estensione dell’Italicum al Senato sia a un sistema con
collegi come il Ddl Cuperlo - il premio alla lista». C’è inoltre un non detto molto importante nelle enunciazioni di Fiano. Tra i punti imprescindibili infatti non ci sono i capilista bloccati, un’evidente apertura ai tanti che in Parlamento e fuori hanno chiesto di abolirli.

Ora un testo base
Questo chiaro messaggio da parte del principale partito di maggioranza permette adesso alla commissione di poter fare passi avanti. Tanto che il relatore Andrea Mazziotti ha assicurato: «Dopo l’intervento del Pd in Commissione gli elementi per lavorare al testo base ci sono. I tempi non li dico, perché occorre incrociare le indicazioni di tutti i gruppi, ma si può lavorare senz’altro a un testo base». In ogni caso la commissione tornerà ad occuparsi di legge elettorale giovedì prossimo, a tre giorni dalle primarie Pd.

Le reazioni
Le prime reazioni, tuttavia sono un po’ contrastate. Nonostante l’apertura sul premio alla lista, i Cinque Stelle non sono favorevoli. «Renzi in tv dà l’ok al Legalicum ma in Parlamento fa l’opposto e propone un’altra legge elettorale
incostituzionale. Sempre più ridicoli!», scrive su Twitter il deputato grillino della Commissione affari costituzionali, Danilo Toninelli.

La presa di posizione del partito divide poi all’interno il Pd. Dario Ginefra, sostenitore di Emiliano, lamenta: «Questa posizione non è stata oggetto né di una indicazione di partito, né di una decisione di gruppo. Mentre Andrea Martella, supporter di Orlando, la considera «un passo avanti».

Un’apertura di credito arriva da Fi: «Il dado è tratto - sottolinea Paolo Sisto -: oggi in Commissione Affari costituzionali alla Camera il capogruppo del Pd, Emanuele Fiano, ha ufficialmente sancito l’abbandono del Mattarellum da parte dei dem, in favore di un sistema organizzato per collegi uninominali a base
proporzionale, con premio di maggioranza alla lista. Si sono creati così i presupposti per il testo base, che costituirà l’ipotesi di lavoro da mettere fattivamente in moto nelle prossime settimane». Comprensibilmente irritato il capogruppo di Ap in commissione Dore Misuraca che, avversando il premio alla lista, legge nella mossa Pd «il rischio di lasciare il Paese all’ingovernabilità e la certezza che vogliono rinviare la riforma elettorale».

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