Italia

Concorrenza, dopo 8 mesi il Ddl arriva in aula: il sì a…

senato

Concorrenza, dopo 8 mesi il Ddl arriva in aula: il sì a maggio

Nessuna approvazione lampo per la legge sulla concorrenza varata dal Governo oltre due anni fa e da allora finita nelle secche del Parlamento. Dopo il via libera della commissione Industria del Senato del 2 agosto scorso il Ddl è arrivato finalmente in aula dove è stato incardinato. L’esame proseguirà la prossima settimana dopo il Def. E il voto sul testo, su cui sarà posto la fiducia per poi tornare alla Camera, è previsto solo nei primi giorni di maggio. Anche se uno dei due relatori ha chiesto il ritorno in commissione.

Unica novità: rinvio di un anno del mercato tutelato dell’energia
Il Ddl sulla concorrenza è stato presentato dai due relatori al provvedimento, Luigi Marino (Ap) e Salvatore Tomaselli (Pd). «Fra il 2 e il 3 maggio voteremo nell’aula del Senato il provvedimento sulla concorrenza con la fiducia», ha chiarito il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, Antonio Gentile. A confermare che la prima settimana di maggio sarà quella decisiva per l’approvazione del provvedimento in Senato è stato anche uno dei due relatori, Tomaselli (Pd). Che ha ribadito che il testo al voto dell’aula del Senato sarà quello approvato dalla commissione Industria lo scorso mese di agosto. Non dovrebbe dunque più rientrare nel testo la norma anti-scorrerie proposta dal ministro dello sviluppo Economico, Carlo Calenda. L’unica modifica sostanziale sarà quella del rinvio di un anno (da luglio 2018 a luglio 2019) dello stop al mercato tutelato dell’energia elettrica e del gas. Per farlo però non sarà necessario far tornare il testo in commissione, ma si procederà direttamente con il maxi-emendamento che sarà presentato dal Governo.


Il relatore Marino chiede ritorno in commissione
«Abbiamo rimesso sui binari un provvedimento delicato e per questo rimasto fermo per troppo tempo. Il Ddl sulla concorrenza rappresenta un passaggio importante del percorso di riforme di questo Paese intrapreso nella presente legislatura», ha spiegato la ministra per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro che si augura una rapida approvazione in Senato. Intanto però uno dei due relatori, Luigi Marino (Ap), ha chiesto un ritorno del testo in commissione. Il motivo? Dall’approvazione in commissione Industria del Senato sono passati quasi nove mesi e «il provvedimento ha bisogno di riaggiustare i tempi e le tante scadenze previste, ha bisogno di limature e modifiche, integrazioni e miglioramenti legislativi». «A mio giudizio - insiste Marino - sarebbe stato ed è opportuno tornare in decima commissione per un rapido riesame e per l’approvazione di un testo più pulito».

© Riproduzione riservata