Italia

Trump accoglie Gentiloni: «Italia partner chiave contro il…

la visita a Washington

Trump accoglie Gentiloni: «Italia partner chiave contro il terrore»

Washington - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accolto alla Casa Bianca il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Trump ha atteso Gentiloni all'ingresso Nord della sua residenza. I due leader si sono salutati con una stretta di mano. «Do un grande benvenuto al primo ministro italiano: è un grande piacere incontrarlo. Abbiamo una lunga discussione da fare», ha dichiarato Trump. «È un grande onore essere qui. La aspettiamo in Sicilia», ha risposto Gentiloni al presidente americano che ha a sua volta aggiunto: « Si, non vedo
l’ora» e rivolgendosi ai giornalisti che affollavano la sala: «Credo anche tanti di loro aspettino di essere a Taormina per il G7».

«L’Italia è anche un partner chiave nella lotta al terrorismo. Secondo contributore come truppe in Iraq e Afghanistan. Siamo grati per il ruolo che l’Italia sta svolgendo nella stabilizzazione della Libia e per limitare gli spazi vitali dell'Isis nel Mediterraneo», ha spiegato sempre Trump.

Sia Trump che Gentiloni hanno espresso vicinanza alla Francia per l’attacco sugli Champs Elysées.

Donald Trump, il presidente arrivato al potere al grido di America First, e Paolo Gentiloni, alla guida d'un governo che sotto il predecessore Matteo Renzi aveva dimostrato affiatamento con la nemesi di Trump, Barack Obama, hanno dunque riaffermato con forza l’alleanza che lega Italia e Stati Uniti davanti ai focolai di crisi internazionale, a cominciare dal Mediterraneo. «I rapporti con gli Stati Uniti sono un pilastro della nostra politica estera», ha detto il primo ministro italiano, ricevuto nel pomeriggio allo Studio Ovale. E sono fondamentali per «coltivare gli interessi nazionali, tenendo fermi valori e principi». Di più, oggi una leadership comune è necessaria per le sfide urgenti: «restituire stabilità» alla regione mediterranea e a paesi quali la Libia, «affrontare fenomeni migratori» e contrastare «il traffico di esseri umani e sconfiggere il terrorismo». Questo, ha sostenuto Gentiloni, potrebbe diventare «l’anno della sconfitta di Daesh», altro nome di Isis, come gruppo con il

controllo di territori.

Gentiloni ha condannato qualunque ipotesi di una divisione o spartizioni della Libia, che inviterebbero «nuovi rischi di destabilizzazione» e la trasformazione del Paese «in teatro di scontro tra poteri regionali o attori globali». Su un altro fronte caldo, la Siria, ha evocato «soluzioni politiche e non militari», interpretando il «rinnovato impegno statunitense nel Paese come un'opportunità».

Il recente bombardamento americano contro Assad, ha aggiunto, è stato «giusto» perché motivato dalla necessità di inviare un monito sull'uso di armi chimiche. Il premier ha pure chiarito che «l'Italia non è impegnata direttamente nelle operazioni militari in Siria e non è nei nostri programmi di cambiare questo atteggiamento». Ma «è giunto il momento per reali negoziati», sotto egida Onu tra regime e opposizione, che contemplino un futuro senza Assad e dove la Russia svolga «un ruolo costruttivo». Proprio su Mosca, più in generale, il primo ministro ha invitato a mantenere l’unità dell'Occidente senza debolezze e ribadito la correttezza di sanzioni in risposta al dramma dell'Ucraina, avvertendo però anche che occorre «coinvolgere la Russia, non isolarla».
Gentiloni, che prima di recarsi da Trump ha parlato all'influente think tank Center for Strategic and International Studies, ha offerto fin dalla mattinata la sua grande “ratio” per strette relazioni bilaterali con Washington. Preservare l'alleanza è «un dovere politico», quello di «cooperare per contenere i conflitti e meglio gestire le crisi». Un’alleanza che va rinsaldata in vista del G7 a Taormina in maggio, un vertice «essenziale per il senso di unità e consenso» dato che «numerosi leader sono cambiati o cambieranno». Oggi Gentiloni completa la tappa nordamericana del giro tra i capi di governo delle sette potenze con una visita al canadese Justin Trudeau.

Gentiloni - nell’articolare le sue tre priorità strategiche, gestione delle migrazioni, stabilità mediterranea e lotta a Daesh - ha sottolineato il ruolo italiano gia' da protagonista in zone cruciali, con personale militare in Iraq e Afghanistan. Anche se filtrano pressioni reciproche: l’Italia vorrebbe una maggior presenza di Washington su Tripoli. La Casa Bianca chiede ai partner una partecipazione superiore a missioni e costi delle alleanze.
L'emergenza migranti, che in Libia e Africa ha enormi crocevia, é stata oggetto di particolare attenzione da parte italiana, con un messaggio rivolto a tutti gli alleati: «Il migration compact lanciato dall'Unione europea nel 2016 dovrebbe essere confermato e ampliato», ha detto Gentiloni. E «nel breve termine servono una più equilibrata ripartizione degli oneri tra i Paesi Ue e più efficienti sistemi di controllo sugli arrivi», combinati con efficaci «meccanismi di identificazione e rimpatrio». Gentiloni ha infine offerto una difesa dell'Unione Europea: serve ancor piu' unità, ha invocato, per «difficili negoziati» sulla fuoriuscita della Gran Bretagna. E, all'America di Trump forse scettica ha ricordato che la Ue resta tuttora «una straordinaria storia di successo».

© Riproduzione riservata