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II futuro della compagnia appeso al referendum

Da oggi a a lunedì il voto

II futuro della compagnia appeso al referendum

Cinque giorni per decidere il futuro di Alitalia. Da questa mattina sono aperti i nove seggi dove i dipendenti di Alitalia - compreso il personale a tempo determinato - potranno votare sul preaccordo del 14 aprile. C’è tempo fino a lunedì alle 16, quando verranno chiuse le urne e nella stessa serata si attenderà il verdetto. I sindacati e le associazioni professionali saranno convocati il 26 aprile al ministero dello Sviluppo economico e, se vincerà il sì, verrà firmato l’accordo. Se vincerà il no, secondo lo scenario illustrato dal ministro Carlo Calenda, si andrà all’amministrazione straordinaria per circa 6 mesi per accompagnare la compagnia verso la liquidazione.

UniCredit: pronti al sostegno ma serve una soluzione sostenibile
Gli azionisti sono in attesa di conoscere quale sarà l’esito del referendum per dare, o meno, il via all’operazione finanziaria che nel complesso vale 2 miliardi, di cui 900 milioni di nuova finanza. «Abbiamo sempre sostenuto Alitalia e vorremmo continuare a farlo in futuro - il direttore generale di UniCredit Gianni Franco Papa -, per questo dobbiamo essere certi che per la compagnia vi sia una soluzione sostenibile in una prospettiva di lungo periodo, proteggendo gli interessi dei dipendenti, dei clienti e azionisti Unicredit». Le banche azioniste attendono segnali di discontinuità nel piano industriale di Alitalia, prima di procedere all’iniezione di risorse. L’amministratore delegato di UniCredit, Jean Pierre Mustier, ha sottolineato che «in tre anni abbiamo perso mezzo miliardo tra accantonamenti e svalutazioni, ci vuole una soluzione sostenibile altrimenti non c’è una soluzione».

Nella manovrina la garanzia pubblica con Invitalia
Dalla manovrina economica, intanto, arriva un segnale importante per le banche azioniste che chiedevano una garanzia pubblica, come condizione per partecipare alla ripatrimonializzazione della compagnia aerea. È stata inserita nella bozza una norma che «al fine di favorire le attività di
investimento nel settore dei trasporti, funzionali al
consolidamento e sviluppo dei relativi servizi, anche tramite la attrazione di investimenti esteri» autorizza , il ministero dell'Economia a «deliberare e sottoscrivere, anche
in più soluzioni, un aumento del capitale sociale di Invitalia,
nella misura massima di 300 milioni di euro nel 2017».

Gubitosi: serve discontinuità, piano troppo timido sullo sviluppo
Anche per il presidente designato di Alitalia, Luigi Gubitosi, la «cura giusta richiede forte discontinuità per cambiare rotta», occorre «migliorare molto sul fronte dello sviluppo dove il piano è troppo timido», bisogna «accelerare con l' apertura di nuove rotte a lungo raggio e con l’ arrivo di nuovi aerei ad Alitalia servono B777 e A330». A breve sarà operativa una nuova tratta con le Maldive, è previsto un collegamento con un volo di linea tre volte alla settimana, e si prevedono rafforzamenti con le Americhe. Plaudono i sindacati per le dichiarazioni di Gubitosi: per Claudio Tarlazzi (Uilt) «sono importanti e coincidono con quanto stiamo chiedendo da tempo: una reale discontinuità dell'azienda», infatti «va superata la debolezza del piano industriale e invertita la curva decrescente dei ricavi, vera emergenza della compagnia, eliminando i sovraccosti non riferibili al lavoro, cha hanno determinato gli squilibri economico-finanziari attuali».

Fit-Cisl:solo il sì garantisce un futuro
Appare incerto l’esito della consultazione sul preaccordo che prevede esuberi tra il personale di terra e tagli retributivi al personale navigante. Dai social network emerge un forte malcontento tra piloti, assistenti di volo e personale di terra. «Abbiamo fatto tutto quello che era possibile fare in questa situazione – sostiene Emiliano Fiorentino (Fit-Cisl) – scongiurando i licenziamenti con ammortizzatori sociali conservativi, abbiamo riportato in-house alcune parti di azienda che secondo il piano industriale dovevano essere esternalizzate e ridotto i 369 milioni di euro di tagli richiesti nell'arco di piano al personale navigante a 258 milioni. Il sì garantisce un futuro, chi sta lavorando per il no dovrà prendersi le proprie responsabilità ed avere sulla coscienza migliaia di famiglie».

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