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Una “mafia bianca” nel Comune di Guidonia: 15 arresti per…

mazzetta da 50mila euro al vice sindaco

Una “mafia bianca” nel Comune di Guidonia: 15 arresti per corruzione in appalti

Eludere il Codice degli appalti attraverso l’affidamento di opere al di sotto della soglia di legge. È l’ipotesi con cui la Procura di Tivoli ha chiesto e ottenuto l’arresto di 15 persone (12 in carcere e 3 ai domiciliari) con l'accusa di associazione per delinquere, corruzione, peculato e falso.

Corruzione al Comune di Guidonia Montecelio
I destinatari dei provvedimenti cautelari sono otto amministratori e dirigenti del Comune di Guidonia Montecelio, nell'area metropolitana di Roma, nonché sette tra imprenditori e professionisti, nei cui uffici e abitazioni sono in corso perquisizioni dall’alba di stamane.

Perquisizioni sono in atto in varie località del Lazio, nei confronti di altri sei soggetti indagati nel medesimo procedimento penale. Gli investigatori hanno anche sorpreso nel parcheggio di un centro commerciale un dirigente comunale di Guidonia nell'atto di ricevere da un imprenditore edile affidatario di lavori pubblici, una busta contenente 3.700 euro in contanti. In altra occasione, presso un bar di Guidonia, il medesimo dirigente e un consigliere comunale ricevevano da un imprenditore del settore dell'estrazione del travertino, un periodico con all'interno occultata una mazzetta di banconote che dopo l'intervento dei Finanzieri risultavano pari a 14mila euro.

I 50mila euro del vice sindaco
Nel corso di questi controlli, inoltre, il vice sindaco di Guidonia è stato sorpreso con 50mila euro in contanti che aveva appena ricevuto da un imprenditore nel settore del trasporto pubblico. Stando alle verifiche dei magistrati, tutte le aree di competenza del Comune sono risultate essere oggetto di illeciti: urbanistica, ambiente, decoro urbano, risorse finanziarie e trasporto pubblico. Con la tangente era possibile intascare appalti.

Il «sistema»
Gli inquirenti hanno scoperto un presunto «sistema» per concedere le commesse. Alcuni pubblici ufficiali infedeli, abusando del proprio ruolo, procedevano ad affidamenti diretti di opere per valori inferiori alla soglia di legge, a favore di imprenditori compiacenti, eludendo in tal modo le disposizioni del Codice degli Appalti. In altri casi, il Comune è risultato aver pagato lavori e servizi mai eseguiti e il denaro pubblico erogato veniva spartito tra pubblici ufficiali e imprenditori coinvolti. Gli investigatori hanno anche scoperto che su talune gare d’appalto di ingente valore, i relativi atti formativi erano stati predisposti “ad hoc” pilotando la vittoria su imprese colluse, o, ancora, sfruttando asseriti “motivi di urgenza” solo per favorire assegnazioni agli imprenditori amici».

Un’organizzazione criminale nel Comune
«Un’organizzazione criminale si è insediata all’interno del Comune di Guidonia Montecelio e, profittando della copertura offerta da ruoli amministrativi e politici di rilievo, ha depredato le risorse pubbliche e la fiducia dei cittadini, in un clima di connivenza e di omertà che ha offerto protezione ed impunità per anni ai partecipi del gruppo», scrive il giudice per le indagini preliminari nell’ordinanza di arresto. Aggiunge che «una “mafia bianca” ha espugnato le istituzioni ergendosi a soggetto regolatore della vita pubblica ed economica di uno dei più importanti comuni della regione Lazio. Probabilmente è questa la linea di demarcazione più netta e significativa che l’accusa ha inteso tracciare, nella propria richiesta di applicazione di misura coercitiva, tra la (purtroppo consueta) consumazione di reati da parte dei “colletti bianchi” e la costituzione di una “mafia bianca” che si struttura come gruppo criminale e che, mutuando le regole delle associazioni criminali, agisce con la disinvoltura e la protervia che solo i sodalizi mafiosi sanno praticare».

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