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Vacciano, il senatore «prigioniero» di Palazzo Madama

PARADOSSI IN PARLAMENTO

Vacciano, il senatore «prigioniero» di Palazzo Madama

C’è un “prigioniero” a Palazzo Madama. Il suo nome è Giuseppe Vacciano. Quarantaquattro anni, di Latina, impiegato della Banca d’Italia e senatore iperproduttivo (è stato presente al 96% delle votazioni). È stato eletto nel 2013 con i Cinque stelle, ma da oltre due anni - ormai a disagio in quel partito - chiede di abbandonare il Parlamento. Ma resta inascoltato. Neanche nel giorno in cui - evento degli eventi - il Senato ha accontentato Augusto Minzolini, dandogli il lasciapassare per varcare la soglia del palazzo, il senatore ex M5S è riuscito a scrollarsi di dosso le catene che lo tengono avvinto al suo scranno. Ufficialmente la motivazione dei senatori è che «il parlamentare non ha vincolo di mandato» e dunque deve essere libero di restare in Parlamento anche se non si riconosce più nel partito con il quale è stato eletto. Ma forse altre motivazioni - più pragmatiche - hanno il sopravvento.

Il Palazzo ha respinto cinque volte la sua richiesta di dimissioni
L’aula ha respinto le dimissioni - pervicacemente ripresentate per la quinta volta - con 90 voti a favore, 129 contrari e 7 astenuti. Ovviamente con voto segreto. È quindi impossibile sapere con certezza chi ostinatamente nega al senatore la sua «libertà». Però un’interpretazione (plausibile) gira per il palazzo. Ed è la seguente: se le dimissioni venissero accolte Vacciano uscirebbe dal Senato lasciando il posto al primo dei non eletti del M5S. Magari un grillino doc, dunque un favore al M5S che la maggioranza vuole in ogni modo evitare.

Solo 90 i voti per cacciarlo
E i numeri del voto di oggi sono un po’ lo specchio di questo ragionamento. Al netto degli assenti, i 129 contrari potrebbero infatti essere i senatori di maggioranza, mentre i 90 che si sono spesi per cacciarlo potrebbero essere i 35 senatore grillini, in rotta con Vacciano, più un altro gruzzolo di parlamentari di opposizione. Lui però ci tiene a sottolineare che non vota mai con la maggioranza e che le sue posizioni in Senato sono sempre in linea con i Cinque stelle.

In arrivo la sesta richiesta di dimissioni
Intanto, ormai dal gruppo misto, Vacciano si accinge a presentare la sesta richiesta di dimissioni al Palazzo che lo tiene in “ostaggio”.

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