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Radiato primo medico anti-vaccini. Consiglio di Stato: legittimo…

corretta la decisione del comune di trieste

Radiato primo medico anti-vaccini. Consiglio di Stato: legittimo obbligo per accesso all’asilo

L’ordine dei medici di Treviso ha radiato il primo medico per le sue posizioni critiche sui vaccini. Lo ha annunciato con un tweet il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Walter Ricciardi («Grazie a Ordine medici Treviso per
aver radiato primo medico per il suo comportamento non etico e antiscientifico nei confronti dei vaccini»). Il medico radiato dall'Ordine è Roberto Gava. Laureato in Medicina e chirurgia all'Università di Padova, Gava, 59 anni, si è specializzato in cardiologia, farmacologia clinica e tossicologia medica, per poi perfezionarsi in agopuntura cinese e omeopatia.

Consiglio di Stato: legittimo obbligo vaccinazioni per accesso asilo
Intanto a schierarsi al fianco del Comune di Trieste è il Consiglio di Stato, che oggi ha definito pienamente legittimo l’obbligo di vaccinazione previsto quale requisito per l'accesso ai nidi e alle scuole dell'infanzia comunali e convenzionate. E ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata da due famiglie contro la sentenza 20/2017 con cui il Tar Friuli Venezia Giulia aveva confermato la validità della delibera del Consiglio comunale che ha introdotto l'obbligo delle vaccinazioni per l'accesso ai servizi educativi comunali da 0 a 6 anni (nido, scuola materna, spazi gioco, servizi integrativi, sperimentali e ricreativi).

L’obbligo contestato da alcuni genitori
La legittimità dell'obbligo di vaccinazione – spiega una nota diffusa da Palazzo Spada - «era stata contestata da alcuni genitori sulla base del cosiddetto principio di precauzione, non avendo avuto dalle autorità sanitarie una completa informazione sul rapporto costi/benefici delle vaccinazioni (inclusa la possibilità di eseguire preventivi accertamenti sanitari per poter escludere il rischio di reazioni avverse). Con l'ordinanza 1662 il supremo organo della Giustizia amministrativa ha rigettato la domanda cautelare delle famiglie ricorrenti evidenziando come «l'obbligo di vaccinazione, oltre ad essere coerente con il sistema normativo generale in materia sanitaria e con le esigenze di profilassi imposte dai cambiamenti in atto (minore copertura vaccinale in Europa e aumento dell'esposizione al contatto con soggetti provenienti da Paesi in cui anche malattie debellate in Europa sono ancora presenti), non si ponga in conflitto con i principi di precauzione e proporzionalità».

«In questo caso principio di precauzione opera a tutela della salute pubblica»
In particolare, nell'ordinanza, pronunciata in sede cautelare, si rileva come nel caso specifico il principio di precauzione - «secondo cui in presenza di un'alternativa che presenti un rischio per la salute umana non dimostrato ma neppure smentito dal sapere scientifico, il decisore pubblico deve optare per la soluzione che neutralizzi o minimizzi il rischio - opera «a tutela della salute pubblica ed in particolare della comunità in età prescolare, prevalendo sulle prerogative sottese alla responsabilità genitoriale».

Brandi: significativa la velocità della decisione del Consiglio di Stato
Soddisfatta della decisione l'assessore all'educazione del Comune di Trieste, Angela Brandi, secondo cui la velocità della risposta del Consiglio di Stato nel rigetto della sospensiva «è significativa verso il significato del nostro lavoro, e prelude a una sentenza per noi confortante». «Siamo un caso-pilota - sottolinea Brandi - e agiamo nell'unico interesse della tutela della salute pubblica, soprattutto in questi tempi di polemiche e confusione su questo tema. Il fatto che il pronunciamento sia giunto a 24 ore dall'udienza vuol dire che c'è grande attenzione su questo tema. Questo ci consente anche di andare avanti con il procedimento per la formazione delle graduatorie definitive dei nidi e delle scuole dell'infanzia, previste per il 28 aprile, e che rischiavano di venire bloccate», conclude.

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