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Alitalia, dagli azionisti conferme sul rilancio

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Alitalia, dagli azionisti conferme sul rilancio

In attesa di conoscere lunedì sera il risultato del referendum tra i circa 12.500 lavoratori di Alitalia- dall’esito difficilmente prevedibile - l’attenzione è rivolta sull’altro tassello del complicato mosaico, ovvero sugli azionisti che saranno impegnati nel salvataggio della compagnia solo se vincerà il “sì”. Il presidente di Alitalia, Luca Cordero di Montezemolo è volato ad Abu Dhabi per parlare con i soci di Etihad, che sembravano poco propensi a sobbarcarsi le spese per la loro quota del 49%. Le perplessità dei soci emiratini sembrerebbero superate, alla luce delle dichiarazioni fatte da Montezemolo prima di rientrare in Italia.

Montezemolo: confermati gli impegni degli azionisti
«Due miliardi di aumento di capitale a disposizione di Alitalia da parte di tutti i soci, forte discontinuità manageriale rispetto al recente passato, con l'arrivo di un manager italiano di valore al comando, nuove rotte e nuovi aerei. Questi sono gli impegni degli azionisti italiani e di Abu Dhabi in Alitalia», ha detto il presidente di Alitalia. Quanto alla consultazione: «Il no al referendum - ha aggiunto - significa assumersi la responsabilità di mettere l'azienda in liquidazione».

Intesa Sanpaolo: la compagnia va salvaguardata
Sul fronte delle banche azioniste, la richiesta di avere una garanzia pubblica è confermata con la norma nella cosiddetta “manovrina” che destina 300 milioni nel 2017 per l’aumento di capitale di Invitalia. All’indomani del disappunto espresso dal Ceo di UniCredit, Jean Pierre Mustier, per i 500 milioni persi in tre anni nell’investimento in Alitalia, è intervenuto il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro: «Noi non facciamo tanto i conti delle perdite anche se capisco il disappunto di Mustier - ha detto-.

Anche noi non siamo contenti dell’investimento fatto in Alitalia, ma nello stesso tempo siamo consapevoli della necessità per il Paese di salvaguardare una compagnia aerea che svolge un servizio essenziale, utile per alimentare non solo il turismo, che è un pilastro essenziale della nostra economia, ma anche gli scambi commerciali e culturali che fanno dell’Italia un Paese avanzato». Per Gros-Pietro è «indispensabile che la compagnia riprenda il suo sviluppo e noi saremo a disposizione per sostenere come banca, cioè con il credito, un piano industriale che sia sostenibile e che veda l’impegno di operatori industriali che siano in grado di guidare l’Alitalia verso nuovi traguardi».

Delrio:nessuna nazionalizzazione in vista
Sul referendum dei lavoratori di Alitalia, il ministro Graziano Delrio (Trasporti), fa sapere di essere «in attesa vigile», e ribadisce che è sbagliato pensare che in caso di vittoria del “no” lo Stato possa intervenire: «Lo Stato potrà solo fare un’amministrazione straordinaria e per pochi mesi, il tempo di accompagnare la compagnia alla liquidazione».

Segnali di discontinuità dalla compagnia
Sul fronte interno ad Alitalia, lascia la manager delle contestate divise della compagnia: il chief customer officer Aubrey Tiedt ha rassegnato le dimissioni. La manager ha accettato di «rimanere fino alla fine di giugno per finalizzare la realizzazione di alcuni progetti chiave». Il presidente designato, Luigi Gubitosi, ha recentemente insistito sulla necessità di imprimere una forte discontinuità nel management e di migliorare il piano sul fronte dello sviluppo con l’avvio di nuove rotte. La prima novità è il collegamento tra l'Italia e le Maldive con voli di linea plurisettimanali diretti. La nuova tratta Roma-Malé, sarà operativa dal 31 ottobre, con tre voli alla settimana.

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