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Mps, il Gip decide l’imputazione coatta per Profumo e Viola

NIENTE ARCHIVIAZIONE

Mps, il Gip decide l’imputazione coatta per Profumo e Viola

Notizie inattese nel caso Mps. Per l' ex presidente Alessandro Profumo e l' ex ad Fabrizio Viola il gip di Milano ha deciso l' imputazione coatta, dopo che la procura della Repubblica aveva invece chiesto di archiviare le accuse di aggiotaggio e falso in bilancio. Al centro della vicenda ci sono i due derivati Alexandria e Santorini, sottoscritti rispettivamente con Nomura e Deutsche Bank, che avrebbero causato circa 1,2 miliardi di perdite e che poi tra il 2015 e il 2016 sono stati chiusi.

Si tratta di due prodotti finanziari rinegoziati dopo la maxi acquisizione di Antonveneta da parte del Monte, avvenuta nel 2008, e che secondo la tesi accusatoria delle procure-di Siena prima e Milano dopo- furono usati per abbellire il bilancio in crisi di liquidità, dopo l'esborso costato subito 9 miliardi per la compravendita ( pagato al Santander) e altri 8 miliardi di debiti che la banca senese si è ritrovata in pancia in seguito.

Profumo e Viola ereditarono i bilanci in questione nel 2013 dai precedenti manager, Giuseppe Mussari presidente e Antonio Vigni amministratore delegato, oggi sotto processo. Per il gip però anche loro sono responsabili di non aver fatto chiarezza sulla contabilizzazione delle perdite, visto che i due prodotti sono stati conteggiati a saldi aperti e non chiusi: vale a dire inserendoli nel patrimonio e rimandando al futuro il conteggio del valore reale invece che far emergere subito le perdite nel conto economico annuale.

Inizialmente sembrava che questa possibilità fosse concessa dalla Consob e da Bankitalia, ma poi nel 2015 la stessa autorità di vigilanza delle società quotate aveva rettificato, chiedendo i saldi chiusi per dare visibilità immediata alle perdite di bilancio.

Per quanto riguarda la responsabilità amministrativa delle società, il caso è già passato di mano alla Procura generale, che ha respinto per le stesse accuse le richieste di archiviazione della Procura (per la legge 231 sulle società è la Procura generale ad occuparsene e non il gip). Ora anche per i due imputati Profumo e Viola ci sarà una richiesta di rinvio a giudizio, nonostante il parere iniziale dei pm che invece non ravvisavano dolo nei loro comportamenti.

Oltre a loro, ci sarà anche Paolo Salvadori, ex presidente del Collegio sindacale di Monte dei Paschi di Siena, tra i nuovi imputati.

Profumo sta intanto per diventare prossimo amministratore delegato di Leonardo, mentre Viola è ad della Banca Popolare di Vicenza.

Disposta, invece, l'archiviazione, come chiesto dalla Procura, per sette persone tra cui anche gli ex vertici Mussari e Vigni, che intanto sono a processo a Milano assieme ad altri imputati per il dossier Antonveneta.

Lo scorso settembre, poco più di un mese dopo la trasmissione degli atti del nuovo filone da Siena, avevano chiesto l'archiviazione per Viola, Profumo e altri 8 finiti indagati nella tranche d'indagine sulla presunta non corretta contabilizzazione dei derivati Santorini e Alexandria.

Ora il giudice, disponendo l'imputazione coatta per gli ex vertici di Mps che presero il posto di Mussari e Vigni, ha valorizzato una consulenza tecnica disposta dal Sostituto Procuratore generale Felice Isnardi, che ha deciso di effettuare approfondimenti investigativi. Approfondimenti che si sarebbero conclusi pochi giorni fa.

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