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Radicali chiedono riforma Tso: contro abusi assistenza legale e udienza di…

“legge mastrogiovanni”

Radicali chiedono riforma Tso: contro abusi assistenza legale e udienza di convalida

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Legato mani e piedi per tre giorni e mezzo ininterrotti ad un letto d'ospedale, con un solo pasto, una flebo da un litro e una dieta di farmaci e sedativi nell'arco di 87 ore. È questo che nell'estate del 2009 ha portato alla morte Francesco Mastrogiovanni, ricoverato a forza dalle forze dell'ordine al centro di salute mentale dell'ospedale San Luca, a Vallo della Lucania, per un Trattamento sanitario obbligatorio. Morti drammatiche come quella di Mastrogiovanni non sono un caso isolato, ma un rischio sempre in agguato finché non verranno riviste le norme sui Tso (oltre 10mila nel 2015) disposti dal sindaco quando una persona con problemi psichici diventa pericolosa per sé o per gli altri. A chiedere una riforma in tal senso sono oggi i Radicali Italiani presentando a Roma la loro proposta di legge di iniziativa popolare per arginare le violazioni dei diritti dei malati che troppo spesso caratterizzano i trattamenti di contenzione obbligatori.

Allargare le tutele legali per i pazienti sottoposti a Tso
La “legge Mastrogiovanni” elaborata dai Radicali per riformare l'istituto del Tso prende spunto dalla considerazione che il controllo in contraddittorio sulla legalità delle condizioni di privazione della libertà personale, imposto dall'articolo 13 della Costituzione e quindi dal Codice di procedura penale nel caso di arresto (per presunta violazione del Codice penale) non è previsto in caso di privazione della libertà per Tso (che patisce chi non ha violato la legge, e che porta a subire anche un intervento sul corpo, con la somministrazione forzata di farmaci). In linea con quanto raccomandato dagli organismi internazionali (tra cui Onu e Consiglio d'Europa), i tre articoli della proposta di legge dei Radicali puntano quindi ad abrogare gli attuali articoli 33-35 che regolano la materia contenuti nella legge 833/1978 (quella che istituisce il Servizio sanitario nazionale) limitando il ricorso al Tso e introducendo una serie di paletti per evitare abusi salvaguardando i diritti del paziente.

Assistenza di un avvocato e udienza di convalida
In particolare, la riforma ha l'obiettivo di migliorare i controlli sulla legittimità del trattamento obbligatorio introducendo la notifica del provvedimento al paziente accompagnata da un'informativa sui diritti nella procedura e la previsione dell'assistenza di un avvocato (difesa tecnica) per il paziente «come presidio utile ad approfondire e rendere effettivo il controllo di legalità della procedura». Prevista anche la celebrazione di una udienza di convalida entro 96 ore da parte del giudice tutelare (analoga all'udienza di convalida in caso di arresto). Quanto ai due medici coinvolti nella procedura, la riforma prevede che il secondo medico debba essere uno psichiatra e che entrambi debbano “vedere” il malato prima di emettere la certificazione. Altri paletti riguardano l'esecuzione del Tso, quali il divieto di utilizzare strumenti di contenzione meccanica, o la necessità di salvaguardare la comunicazione con l'esterno del paziente permettendo le visite e l'uso di altri mezzi di comunicazione. La riforma punta poi a favorire il monitoraggio e la sorveglianza a cura del Garante Nazionale dei Detenuti e Ristretti.

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