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Le navi da crociera spingono la cantieristica

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Le navi da crociera spingono la cantieristica

  • –Raoul de Forcade

A fronte di un mercato mondiale della cantieristica navale in calo, l’Europa e segnatamente l’Italia, segnano un boom di commesse, determinato dal comparto delle unità da crociera.

A livello mondiale, il 2016 ha chiuso con ordini di navi mercantili pari a 11 milioni di tonnellate di stazza lorda compensata, in flessione del 73% rispetto al 2015 (41,2 milioni); si tratta del minimo storico degli ultimi 20 anni.

Il comparto delle navi da crociera, però, è in netta controtendenza e la cantieristica europea, con ordini pari a circa 3 milioni di tonnellate di stazza, costituiti prevalentemente da unità passeggeri, detiene una quota del 27%, superiore a quella di Giappone e Corea. Una simile percentuale, dicono i tecnici del settore, non si registrava dagli inizi degli anni Duemila.

Il comparto crociere, in effetti, nel 2016 registra il record di 25 ordini, per altrettante unità, ai quali si aggiungono accordi da perfezionare per ulteriori sette navi. A dicembre dell’anno scorso, il portafoglio era composto da 69 navi; un numero che nel 2017 si è alzato (finora) a 75 navi, per oltre 8,9 milioni di tonnellate di stazza, valore più che doppio rispetto al precedente massimo registrato a dicembre 2007, con 4,2 milioni di tonnellate. Il portafoglio comprende anche 13 progetti di navi a Lng (gas metano liquido), la prima delle quali sarà operativa nel 2019.

All’interno di questo panorama positivo per l’Europa, l’Italia ha un ruolo da protagonista. Trainata, infatti, da Fincantieri, che controlla anche i cantieri norvegesi Vard e che ha totalizzato ordini per otto navi nel 2016 e per sei (finora) nel 2017, la cantieristica italiana risulta leader del segmento crociere gestendo il 42% del portafoglio ordini a livello mondiale, contando anche il memorandum of agreement per due navi destinate all’armatore Viking Ocean Cruises, siglato questa settimana dall’ad di Fincantieri, Giuseppe Bono.

Analizzando l’orderbook delle navi da crociera, compilato dalla testata specializzata Seatrade Cruise, si vede come, dal 2017 al 2025, Fincantieri abbia in portafoglio 29 unità per 2,53 milioni di tonnellate di stazza (che, secondo Bono, dovrebbero arrivare a 34-35 entro fine anno). Il competitor tedesco Meyer Werft conta, invece, 19 navi per 2,88 milioni di tonnellate ed Stx France, terzo big europeo del settore, ha commesse per 12 navi e 2,01 milioni di tonnellate. Segue un altro tedesco, Mv Werften, con 6 navi per 583mila tonnellate di stazza.

L’acquisto, da parte di Fincantieri, di Stx France, che è in fase avanzata e dovrebbe concludersi entro fine mese, potrà portare, peraltro, la cantieristica tricolore (che totalizzerà un orderboook complessivo di 41 navi per 4,54 milioni di tonnellate), a una posizione di assoluta leadership. «Arrivando – ha ricordato nei giorni scorsi Bono - quasi al 60%» del portafoglio ordini.

Senza contare i vantaggi dati dalle sinergie che potranno essere sviluppate tra Fincantieri ed Stx France che, ha sottolineato il manager, «vanno dagli acquisti alla progettazione, alle lavorazioni: una serie di temi che abbiamo già individuato e che ci porteranno ad aumentare il valore di tutte e due le aziende». Bono ha anche chiarito che gli ordini dei due cantieri assicurano lavoro per i prossimi 10 anni.

E se le navi da crociere portano l’Italia in vetta, tra i produttori del settore, occorre ricordare che il Paese mantiene da anni la leadership mondiale anche nella costruzione degli yacht da diporto sopra i 24 metri. La top 20 riferita al global orderbook 2017 di Showboats International, considerata a livello mondiale una pubblicazione di riferimento per il settore, segna al primo posto, per il 17° anno, la Azimut Benetti di Avigliana (Torino); al secondo posto si trova Ferretti group e al terzo Sanlorenzo. Inoltre sette posizioni su 20 della classifica sono occupate da fabbriche di yacht italiane.

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