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Firenze, danni da uso cellulare: Inail ancora condannata

terza sentenza in italia

Firenze, danni da uso cellulare: Inail ancora condannata

(Marka)
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L’utilizzo del cellulare ancora sotto i riflettori dei giudici. Per la terza volta in Italia. Dopo il tribunale di Ivrea pochi giorni fa, ora anche quello di Firenze ha riconosciuto il collegamento tra l'uso non corretto del telefono cellulare e l'insorgere di un neurinoma, un tumore benigno, del nervo acustico. Lo ha riferito l'avvocato Paolo Maresca che, con il collega Dario Zangara, ha difeso il lavoratore ammalato. Il Tribunale, ha spiegato il legale, ha infatti condannato l'Inail, proprio come nel caso di Ivrea, a corrispondere una rendita da malattia professionale a un addetto alle vendite che per motivi di lavoro ha trascorso, per oltre 10 anni, 2-3 ore al giorno al telefono.

Il perito nominato dal tribunale e quello scelto dal lavoratore danneggiato hanno confermato, rileva l'avvocato, «l'elevata probabilità di una connessione tra l'uso del telefono cellulare e la malattia insorta», anche in questo caso un neurinoma dell'ottavo nervo cranico. Bisognerà ora attendere 60 giorni per conoscere le motivazioni della sentenza.

Si tratta, in realtà, del terzo caso in Italia: nel 2010 la Corte d’Appello di Brescia condannò l’Inail a risarcire un dirigente d’azienda che per ragioni di lavoro trascorreva al cellulare diverse ore al giorno. In quel caso, il manager dovette essere operato per l’asportazione di un tumore benigno al nervo trigemino. Ma a parte le diverse patologie (nelle due sentenze più recenti un neurinoma del nervo acustico, nel 2010 una neoplasia del nervo facciale), in tutti e i casi i giudici hanno rilevato un legame con l’utilizzo scorretto del telefonino.

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