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Alitalia, Padoan: fondi Stato solo per evitare lo stop dei voli

il futuro della compagnia

Alitalia, Padoan: fondi Stato solo per evitare lo stop dei voli

  • – di Redazione Online

Il governo «non è disponibile a partecipare direttamente o indirettamente ad un aumento di capitale della società» ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, rispondendo al question time alla Camera sul possibile coinvolgimento di Cdp in Alitalia. Una richiesta quest’ultima rilanciata oggi dalla segretaria generale della Cgil Susanna Camusso. Il ministro ha poi precisato che l’eventuale intervento finanziario dello Stato sarebbe finalizzato esclusivamente ad evitare lo stop dei voli. E ha confermato la massima tempestività del governo sulla nomina di uno o più commissari non appena il cda di Alitalia avvierà la procedura di amministrazione controllata della compagnia.

«L’eventuale intervento finanziario dello Stato sarebbe finalizzato esclusivamente ad evitare l’interruzione delle attività e sarà oggetto di approfondimento nelle prossime ore anche alla luce della documentazione di
elementi informativi che saranno forniti dall’impresa» ha aggiunto il ministro dell'economia. E ha assicurato che «ove l’impresa delibererà di richiedere l’amministrazione straordinaria si procederà con la massima tempestività, ai sensi della legge Marzano, all’apertura della procedura e alla nomina dell’organo commissariale straordinario con il compito di provvedere alla gestione dell’impresa e di predisporre e attuare il programma che consenta una gestione conservativa dell’insolvenza».

Calenda: ok Ue a prestito ponte da 400 mln
Il ministro per lo Sviluppo, Carlo Calenda, intervistato a Otto e mezzo, ha aggiunto in serata che dall’Ue non ci sono ostacoli al prestito ponte di circa 400 milioni per Alitalia. «Sì certo», ha risposto il ministro alla conduttrice che chiedeva se l’Europa avesse già dato l’ok. «Per un prestito ponte di circa 400 milioni - ha puntualizzato - a condizione che si faccia un lavoro di vendita». Il via libera di Bruxelles si inserisce nell’ambito dei contatti informali già in corso sulle modalità che dovrà assumere il prestito ponte. «Gli Stati membri possono
intervenire a favore di società a condizioni di mercato» e «tali interventi pubblici non contano come aiuti di stato ed esulano dall’ambito delle regole Ue sugli aiuti di stato, e non richiedono che la Commissione prenda una decisione», ha spiegato un portavoce della Commissione Ue.

Verso il commissariamento
Il tutto in attesa del via libera (atteso il 2 maggio) da parte del cda Alitalia, alle procedure per l’amministrazione straordinaria e l’ormai inevitabile commissariamento. Ricevuta la richiesta dal board della compagnia, il governo provvederà alla nomina di due commissari: si va verso la nomina di Luigi Gubitosi e Enrico Laghi (che potrebbero essere affiancati da Aristide Police o Stefano Ambrosini se i commissari diventassero tre).

Renzi: soluzione Meridiana, senza soldi Stato
L’ex premier Matteo Renzi, che ha assicurato una proposta Pd entro il 15 maggio per salvare Alitalia (se eletto alle primarie del 30 aprile) ha evocato in serata a Porta a Porta «l’operazione Meridiana» che «sembrava impossibile e non è stata facile». «I lavoratori - ha spiegato - hanno perso qualcosa. Però Qatar ha risolto la questione Meridiana ed ora l'azienda ha una prospettiva di sviluppo. Alitalia è diversa, anche perché il management ha fatto errori clamorosi. Ma il punto è che a mio giudizio, prendendosi un po' di tempo, le condizioni per una soluzione ci sono tutte».

Da Gentiloni no alla nazionalizzazione
Il premier Paolo Gentiloni, in un vertice convocato mercoledì a palazzo Chigi, ha escluso una nazionalizzazione della compagnia e ha confermato che la strada è quella del commissariamento e di un prestito ponte tra i 3 e i 400 milioni di euro per garantire la continuità aziendale per un periodo di sei mesi. Lo ha fatto spiegando che «il Governo si sente impegnato a difendere lavoratori, utenti, contribuenti e cittadini per non disperdere risorse e asset della compagnia». Anche se «l’esito del referendum rende più difficile la sfida».

Governo contrario alla vendita a pezzi della compagnia
Il ministro Calenda ai microfoni di Mix24 di Radio24 ha detto ieri che «il nuovo commissario deve assicurare la continuità dell’azienda e poi trovare un acquirente per Alitalia che sappia gestirla», Lufthansa è considerata un'eventualità «interessante da esplorare». Anche se oggi il direttore finanziario di Lufthansa ha escluso l’intenzione della compagnia tedesca di acquistare Alitalia. Contrario all’ipotesi di «dividere Alitalia a pezzi» è anche il ministro Delrio, secondo cui la compagnia «ha le caratteristiche, la potenzialità per essere venduta insieme e per trovare un nuovo progetto industriale».

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