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Alitalia, via libera al prestito da 400 milioni

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Alitalia, via libera al prestito da 400 milioni

  • –Giorgio Pogliotti

ROMA

La richiesta di amministrazione straordinaria potrebbe essere formalizzata oggi stesso dal board di Alitalia, mentre il premier Paolo Gentiloni esclude una nazionalizzazione della compagnia e, in un vertice convocato ieri sera a palazzo Chigi, ha confermato che ci sarà il commissariamento ed un prestito ponte tra i 3 e i 400 milioni di euro per garantire la continuità aziendale per un periodo di sei mesi.

Si comincia a delineare il futuro di Alitalia, divenuto incerto dopo la bocciatura al referendum del preaccordo tra azienda e sindacati. Oggi dovrebbe tenersi il Cda di Alitalia per fornire il quadro patrimoniale all’assemblea dei soci che si riunirà subito dopo per confermare l’impossibilità di procedere alla ricapitalizzazione, dando al Cda l’ultima parola sulla richiesta di una ristrutturazione economico finanziaria, con l’applicazione della legge Marzano per l’ammissione all’amministrazione straordinaria. Tutti questi passaggi dovrebbero aprirsi oggi per chiudersi entro il 2 maggio. Ricevuta la richiesta dal board della compagnia, il governo provvederà alla nomina di due commissari: si va verso la nomina di Luigi Gubitosi e Enrico Laghi (che potrebbero essere affiancati da Aristide Police o Stefano Ambrosini se i commissari diventassero tre) e, per garantire la continuità aziendale nei sei mesi di gestione commissariale si negozierà con Bruxelles un prestito ponte dallo Stato tra i 300 e i 400 milioni. Questi gli interventi confermati in un vertice convocato ieri sera a Palazzo Chigi tra il premier Paolo Gentiloni e i ministri Pier Carlo Padoan (Economia), Carlo Calenda (Sviluppo economico), Graziano Delrio (Trasporti) e Giuliano Poletti (Lavoro). Gentiloni ha espresso « preoccupazione per quello che sta accadendo ad Alitalia», confermando che «non ci sono le condizioni per una nazionalizzazione» ha aggiunto che «il Governo si sente impegnato a difendere lavoratori, utenti, contribuenti e cittadini per non disperdere risorse e asset della compagnia. Ci lavoreremo, ma l’esito del referendum rende più difficile la sfida».Il ministro Calenda ai microfoni di Mix24 di Radio24 ha detto che «il nuovo commissario deve assicurare la continuità dell’azienda e poi trovare un acquirente per Alitalia che sappia gestirla», Lufthansa è considerata un’eventualità «interessante da esplorare». Calenda non ha risparmiato una bacchettata al «management operativo che ha sbagliato moltissimo, anche con una certa dose di arroganza». Contrario all’ipotesi di «dividere Alitalia a pezzi» è anche Delrio, secondo cui la compagnia «ha le caratteristiche, la potenzialità per essere venduta insieme e per trovare un nuovo progetto industriale». Non c’è dubbio che la vendita “a spezzatino” di singoli asset aziendali faccia gola a molti competitor di Alitalia, e proprio ieri è emerso che la Malaysia Airlines è interessata a prendere in leasing 6-8 Airbus A330.

Oltre al prestito ponte, l’intervento pubblico consisterà nel sostegno con gli ammortizzatori sociali che, secondo le stime approssimative del ministro Poletti «calcoliamo più o meno in 700 milioni». C’è, tuttavia, un problema di sostenibilità per il Fondo del trasporto aereo, dal momento che la previsione contenuta nell’accordo bocciato dai lavoratori era che potesse garantire fino all’80% delle retribuzioni ad un migliaio di esuberi: «Se i commissari decideranno per la messa in cassa integrazione di un numero più alto di lavoratori - avverte Poletti - il Fondo di settore non sarà sufficiente e ci saranno gli ammortizzatori ordinari». In questo caso, dunque, non potrà essere garantito fino all’80% della retribuzione, ma ci sarà lo stesso trattamento previsto per la generalità dei lavoratori, ovvero da 971 fino a 1.167 euro lordi per chi verrà messo in Cig a zero ore.

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