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Studenti, il miraggio del merito: a rischio le superborse da 15mila euro

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Studenti, il miraggio del merito: a rischio le superborse da 15mila euro

Sono una delle misure simbolo dello «student act» dell’ultima legge di stabilità che per volontà dell’ex premier puntava a dare un segnale a giovani e giovanissimi. Si tratta delle superborse per il merito destinate ai 400 migliori liceali a cui il Governo aveva promesso di assegnare ben 15mila euro all’anno per iscriversi all’università. Il progetto però appare già a rischio: del primo bando atteso entro il 30 aprile non si sa ancora nulla e della cabina di regìa a Palazzo Chigi che doveva prevedere i criteri - in attesa dell’avvio della «Fondazione articolo 34» che dovrebbe prendere il posto della vecchia «Fondazione per il merito» attesa per anni e mai partita - non c’è traccia. Il rischio è che almeno per quest’anno il primo bando passi in cavalleria.

Cosa prevede la legge di stabilità 2017
L’ultima legge di bilancio prevede che ogni anno - entro il 30 aprile - venga pubblicato un bando nazionale di almeno 400 borse di studio, ciascuna del valore di 15mila euro, destinate a studenti capaci, meritevoli e privi di mezzi.
Sono ammessi a partecipare al bando gli studenti iscritti all'ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado che soddisfino ad alcuni requisiti: Isee inferiore ed eguale a 20mila euro e medie dei voti almeno di 8/10 in tutte le materie, negli scrutini finali del penultimo e del terzultimo anno della scuola e negli scrutini intermedi dell’ultimo anno. Le borse di studio sono assegnate, in base a una unica graduatoria nazionale di merito , entro il 31 agosto di ogni anno dopo l’immatricolazione all’università e sono corrisposte allo studente in rate semestrali (verificando poi per gli anni successivi il conseguimento di almeno 40 crediti formativi con una media di voti di 28/30).

I tentativi falliti del passato
Quello dell’ ex Governo Renzi non è stato finora l’unico tentativo di far sventolare la bandiera del merito nella scuola. Nel 2010 ci provò il Governo Berlusconi mettendo in pista un gruzzoletto di 20 milioni da destinare al Fondo per il merito. L’anno dopo nasce per decreto la Fondazione per il merito voluta dall’ex ministro Maria Stella Gelmini con il compito di gestire il Fondo che però - come attestato più volte anche dalla Corte dei conti - non vedrà mai la luce. Ora nell’ultima legge di stabilità viene istituita una nuova Fondazione - «articolo 34» - sulle ceneri di quella «per il merito». Nell’attesa che decolli davvero si prevede anche la creazione di una cabina di regìa composta da tre membri designati dal Presidente del consiglio dei ministri, dal ministro dell’Economia e dal ministro dell'Istruzione, «incaricata di attivare le procedure relative all'emanazione del bando». Al momento però della cabina di regìa e del Dpcm che deve istituirla non c’è traccia. I fondi però ci sono visto che sono attribuiti alla Fondazione 6 milioni per il 2017, 13 per il 2018 e 20 dal 2019 a cui si aggiungono le risorse per farla funzionare ( 2 milioni per il 2017 e 1 dal 2018).

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