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Occasione persa per Ferrari in Russia, ma Vettel aumenta il distacco su…

GP DI RUSSIA

Occasione persa per Ferrari in Russia, ma Vettel aumenta il distacco su Hamilton

Sul podio: Vettel, Bottas, Raikkonen (Ansa/Ap)
Sul podio: Vettel, Bottas, Raikkonen (Ansa/Ap)

Alla quarta gara del 2017 non si può negare che la Ferrari sia in gran forma: è tornata a essere competitiva davvero, non solo per caso fortuito. A riprova la bellissima prima fila in qualifica (l'ultima risale allo scorso decennio), e l'esito finale, grazie al 2° e 3° posto sul podio con Vettel davanti a Raikkonen. Ma il finlandese più “anziano” in griglia, nel giorno del primo trionfo in carriera di quello più giovane, Bottas, si toglie almeno la soddisfazione, non rara, di rimanere comunque negli annali di questo gran premio per aver firmato il giro più veloce.

In testa dall’inizio alla fine

Certo, quando si hanno due macchine là davanti, è scontato che tutto il box rosso e la tifoseria nel mondo pensino solo che la vittoria sia la conclusione più scontata e meritata. A guardare poi le statistiche di questa prova in particolare, giunta alla quarta edizione, si nota che il dominio assoluto delle Mercedes dei primi tre anni vantava un altro record pregiato in Formula 1, quello di aver il leader della corsa solidamente primo dall'inizio alla fine senza interruzione.

Mercedes si conferma quindi ancora più veloce e leader di questa gara, premiando il neo arrivato Bottas che, fra l'altro, nativo di un piccolo comune finlandese recentemente aggregato a Lahti (già celebre per rally e motonautica), per pure ragioni geografiche non può far altro che considerare questa come la sua prova “di casa”.

Meriti personali

Una pista che l'aveva quasi sempre visto andare bene nei suoi precedenti anni nel circus, con un terzo e quarto posto come migliori risultati in Williams prima di mettere il suo sigillo che oggi, a ben vedere, è stato molto più guadagnato per meriti personali piuttosto che per strategia o sinergia della squadra. Chiaro che il pregiato team campione del mondo in carica gli ha dato come sempre una gran macchina, ma Hamilton, dotato dello stesso mezzo, si è disperso laddove lui ha brillato, ovvero nelle fasi di partenza.

La gara di Raikkonen

È proprio lì infatti che si è giocata la domenica: un momento concitato dove Vettel ha subito l'onta di perdere la leadership e Raikkonen ha sudato non poco per mantenere la terza posizione, subendo (e perdendo terreno) proprio dall'inglese che, tuttavia, è stato comunque molto presto relegato al quarto posto per tutto il resto della gara. Complice una Red Bull oggi decisamente assente e sfortunata (Ricciardo ritirato per causa meccanica), la gara vera si è disputata solo fra i primi quattro arrivati, con un Hamilton realmente mai pericoloso, ma con una chicca a metà gran premio di Raikkonen, forse eleggibile per un'altra serie di magliette “virali” con le sue frasi storiche: al giro 34, infatti, in un team radio, il conduttore veterano della Ferrari è stato protagonista di un dialogo dove appariva totalmente stupito e disorientato sul fatto che Bottas fosse davanti a tutti in corsa, nonostante lo stesso Raikkonen fosse stato capace in partenza di tenere dietro proprio quello che di solito è imprendibile, Hamilton, che, in quel momento lì, a circa due terzi di gara, lo stava contenendo alla grande, a circa 13 secondi di distacco.

Miglior tempo in gara

Una vera “perla” che ha fatto sorridere e confortare i suoi fan, dimostrando in particolare quanto un pilota del suo calibro, nonostante questa sbadataggine (o errore “superficiale” di valutazione) sia stato davvero impegnato a far andare la sua macchina senza preoccuparsi di chi gli fosse dietro. Un vero segno delle qualità di guida e della macchina, insomma, tanto che, non a caso, proprio Raikkonen è riuscito a conquistare anche il miglior tempo in gara.

Dito medio a Massa

Gli aneddoti di questa quarta domenica di Formula 1 nel parco olimpico di Sochi volendo non finiscono qui: quasi Vettel stava per riprendere Bottas, autore fra l'altro di un pericoloso doppiaggio causato da una “messa sotto pressione” da parte del muretto Mercedes. E negli ultimi due giri, in occasione un doppiaggio su Felipe Massa, il brasiliano non cede tanto gentilmente il posto al quattro volte campione tedesco che, per sfogarsi, lo saluta poco elegantemente con il dito medio. Strappando anche qui un sorriso ma, d'altra parte, chiudendo con amarezza e definitivamente le speranze di Vettel perché, fino a quel momento, se Massa avesse continuato a rallentare un po' Bottas, il ferrarista avrebbe potuto approfittare del fatto di aver raggiunto il pilota Mercedes. Era così vicino che, passando nelle zone designate a meno di un secondo dalla vettura precedente, avrebbe potuto anche tentare il tanto desiderato attacco con “boost”: un privilegio della trasmissione ibrida che, talvolta, regala i sorpassi più belli di questa era “elettrificata” della Formula 1.

Alonso out

A proposito di elettronica, se la “chance” mediata dalla tecnologia per Vettel oggi non è mai arrivata, ancora peggio è andata ad Alonso, che in Formula 1 ci è arrivato agli albori del nuovo millennio quando i computer di bordo non erano ancora così colpevoli di default vergognosi. Nel suo caso, invece, dopo aver lamentato per tutto il giro di formazione di non vedere lo “status” di carica delle batterie, si è ritrovato a dover parcheggiare all'ingresso della pit lane con la power unit congelata arbitrariamente prima ancora di ruggire durante la competizione. Un'altra debacle personale e per il team, che è indubbiamente molto deluso dalla mancate promesse di Honda, tanto che l'annuncio odierno di una fornitura a Sauber a partire dal 2018 possa sembrare una rincorsa disperata dei giapponesi a salvare la faccia e l'investimento multimilionario nelle power unit, specialmente in caso di eventuale abbandono prematuro del team di Woking.

Sebbene la gara comunque sia stata a tratti noiosa e priva di grossi eventi, eccetto un crash in partenza causato da un Palmer sempre meno quotato, i distacchi contenuto fra il leader della corsa e la Ferrari di Vettel fanno sempre più ben sperare di vedere una stagione 2017 finalmente varia e competitiva: dopotutto sono già stati tre i diversi vincitori in quattro gare e i distacchi fra team e piloti al momento sono minimi. Fra i costruttori, Mercedes conquista un primato temporaneo con un punto solo di distacco, mentre fra i piloti Vettel allunga a 13 su Hamilton ma Bottas, grazie al successo di oggi, è a 23 lunghezze dalla vetta e solo a dieci dal compagno di squadra.

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