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Occhiali, Marcolin cresce del 5% e punta sul Medio Oriente

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Occhiali, Marcolin cresce del 5% e punta sul Medio Oriente

«L’industria italiana dell’occhialeria è in buona salute, per usare un eufemismo, visto che siamo leader mondiali nell’alto di gamma. Un primato meritato: le aziende hanno continuato a investire e rinnovarsi. Ma il mercato ci aiuta: gli occhiali per molte persone continuano a essere necessari, funzionali. Per tantissime altre sono un accessorio moda irrinunciabile e per altre ancora valgono entrambe le cose».

Giovanni Zoppas, amministratore delegato di Marcolin, è soddisfatto dei risultati raggiunti nel 2016 e ottimista per il 2017: il fatturato del terzo gruppo italiano del settore dopo Luxottica e Safilo è cresciuto del 5% a 450 milioni. Nel 2015 c’era stata una crescita simile e anche per il 2017 la percentuale di aumento del fatturato dovrebbe essere del 5%.

«Nello scorso anno abbiamo inoltre mantenuto un ottimo livello di redditività: l’ebitda è dell’11% sui ricavi. Non solo: nonostante le condizioni di mercato, difficili per tutti e praticamente in ogni Paese, siamo riusciti a ridurre il debito, rinegoziandolo con le banche e dimezzando il costo di quello futuro», sottolinea l’ad di Marcolin. La crescita del 2016 è un punto d’orgoglio anche perché l’azienda veneta ha un export superiore al 90% e il primo mercato è quello americano, che nello scorso anno è calato per tutti i settori, dagli occhiali all’abbigliamento e alla pelletteria.

«Siamo riusciti a compensare con altri Paesi: la Russia è cresciuta a doppia cifra e sono andati bene anche in Europa, Asia e persino Italia. Nei prossimi anni però ci concentreremo molto sul Medio Oriente, dove i mercati più interessanti sono Egitto, Arabia Saudita, Qatar, Bahrein ed Emirati – aggiunge Zoppas –. In particolare ci aspettiamo vendite in aumento a Dubai, legate al turismo che arriverà grazie a Expo 2020. Nel Medio Oriente penseremo all’Iran».

Un’area così vasta e con tali differenze da Paese a Paese, il Medio Oriente, da meritare una partnership per la distribuzione con un operatore locale di alto livello, Rivoli Group, col quale Marcolin collaborava da anni, ma non in esclusiva. «Rivoli Group è uno dei maggiore retailer del settore lusso del Medio Oriente: l’accordo di joint venture che abbiamo appena siglato prevede la creazione di una nuova società, la Marcolin Middle East, di cui Marcolin Group detiene il 51% – spiega Zoppas –. La sede sarà a Dubai e la società si occuperà della distribuzione delle collezioni del nostro portafoglio di licenze e marchi di proprietà: Tom Ford, Balenciaga, Ermenegildo Zegna, Montblanc, Roberto Cavalli, Tod’s, Emilio Pucci, Swarovski, Dsquared2, Diesel, Just Cavalli, Kenneth Cole, Timberland, Guess, Gant, Harley-Davidson, Marciano, Skechers e Web».

Al contrario di Luxottica e De Rigo (quarto player italiano), che hanno acquisito catene di ottici in Italia e all’estero, Marcolin non intende diversificare nel retail diretto. «Per noi la strada per qualificare la distribuzione è stringere accordi come quello con Rivoli, nei mercati che lo richiedono – conclude l’ad –. Continueremo a lavorare sul prodotto, in collaborazione strettissima con i marchi che abbiamo in portafoglio e i direttore creativi. Al momento sole e vista assorbono ciascuno il 50% del fatturato, ma pensiamo ci siano grandi opportunità nelle montature da vista. Gli occhiali sono diventati un accessorio moda o di lusso, se parliamo dei brand di alta gamma, e la nuova tendenza, persino tra i Millennials, è di comprare un occhiale anche se non si hanno difetti. Montando lenti speciali di nuova generazione, leggermente azzurrate, ad esempio, o con proprietà defatiganti per chi sta tutto il giorno davanti a uno schermo».

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