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Dossier Revisioni, tra un mese mezzi pesanti con certificato sulla manutenzione

    Dossier | N. 83 articoliDossier circolazione stradale

    Revisioni, tra un mese mezzi pesanti con certificato sulla manutenzione

    (Agf)
    (Agf)

    C’è ancora un mese prima che nelle revisioni dei mezzi pesanti sia obbligatorio portare un’attestazione di corretta manutenzione firmata dal responsabile dell’officina cui il veicolo è affidato. L’obbligo, inizialmente previsto per il 13 marzo, è stato fatto slittare due volte, fino a essere fissato per martedì 6 giugno (circolare Motorizzazione RU 9435, 27 aprile).

    I rinvii testimoniamo la complessità dell’operazione, che non si limita a introdurre l’obbligo di produrre un nuovo documento ma è di fatto una mini-riforma, anche perché comporta un taglio dei tempi della revisione. Un intervento reso necessario fondamentalmente da tre esigenze:

    adeguarsi alle nuove norme sul Ren (il Registro elettronico nazionale, in cui ci sono le imprese che esercitano la professione di trasportatore su strada), secondo le quali ogni iscritta deve indicare l’operatore (interno o esterno) cui affida la manutenzione dei propri mezzi;

    garantire ai tecnici della Motorizzazione che effettuano le revisioni una sorta di scudo contro le responsabilità che - come dimostra la cronaca - possono essere loro addebitate quando un mezzo pesante causa un grave incidente per il cedimento di parti meccaniche (mentre in sede di revisione non è possibile esaminare il veicolo tanto approfonditamente, perché occorrerebbe smontare e rimontare complessivi delicati come per esempio la trasmissione);

    trovare un compromesso fra le carenze sempre più evidenti di personale tecnico della Motorizzazione (che, per garantire lo smaltimento di tutti i veicoli da esaminare, porta a fissare per ogni revisione un tempo molto stretto per eseguire una sequenza di operazioni necessarie per esaminare tutte le parti previste dalla normativa) e l’attenzione richiesta dall’importanza del compito.

    Proprio queste carenze di personale hanno indotto molti autotrasportatori a ritenere che la nuova attestazione da presentare in sede di revisione equivalesse a un controllo preventivo privato che sostituisse in parte quello ufficiale, che è riservato ai tecnici pubblici). La Motorizzazione ha respinto questa interpretazione.

    Sta di fatto che l’esigenza di adeguarsi alle nome sul Ren è quella che ha determinato l’ultima proroga, quella al 6 giugno: da un confronto con le associazioni di categoria delle officine, è emerso che molti operatori non erano ancora pronti per rilasciare le attestazioni secondo i requisiti fissati dalla Motorizzazione con la circolare RU 4791 del 27 febbraio. Il tempo in più garantito dal rinvio è stato utilizzato per rivedere i requisiti. Una bozza del provvedimento che fissa quelli nuovi è stata preparata e in questi giorni è al vaglio delle associazioni di categoria. Si conta di aver messo a punto una versione accettabile da tutti, che consenta di dire che il 6 giugno sarà effettivamente la data “buona”.

    Sul fronte dei tempi delle operazioni di controllo (il cosiddetto nastro operativo), inizialmente era stato stabilito che per revisionare un rimorchio dovessero bastare 10 minuti, per un autocarro a due assi 15 minuti e per uno a tre assi 20 minuti. Un taglio rispetto al passato, che ha provocato le critiche dei tecnici. Tanto che i tempi sono stati rivisti: circolare del 27 febbraio prescrive 30 minuti per bus e trasporti merci pericolose, 20 per gli autocarri, 15 per rimorchi e semirimorchi. Ma il problema si pone ancora: la settimana scorsa a Brescia si è saputo che otto dipendenti della Motorizzazione sono finiti indagati per falso ideologico in atto pubblico per aver omesso controlli - sembra - proprio per stringere i tempi.

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