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Ape più conveniente di cessione del quinto e prestito al consumo

LA RIFORMA DELLA PREVIDENZA

Ape più conveniente di cessione del quinto e prestito al consumo

Quanto costa l’anticipo finanziario per chi sceglierà la nuova flessibilità targata Ape volontaria è ormai noto. L’indice sintetico di costo, ovvero il tasso annuo effettivo globale (Taeg) sarà attorno al 3,2%. Sarà fisso, come previsto dalla norma. Ma il suo livello sarà aggiornato bimestralmente in virtù degli accordi sottoscritti con banche e assicurazioni che aderiscono a questo programma sperimentale. Dunque i primi apisti sconteranno un Taeg più basso, visto che la prospettiva è di tassi in ripresa.

La domanda che finora ha trovato poche risposte è tuttavia un’altra: converrà davvero a un 63enne accendere un prestito ventennale per andare in pensione 43 mesi prima del termine normale? La risposta che dà Vincenzo Galasso, economista della Bocconi e membro della policy unit di Palazzo Chigi che da oltre un anno lavora al nuovo pacchetto previdenza, è riassunta nella tabella che pubblichiamo. «L’Ape volontaria– spiega – è uno strumento finanziario flessibile che a differenza dell’Ape sociale, disegnata per le situazioni di necessità oggettiva, offre una possibilità a un costo relativamente limitato».

Il professor Galasso non pensa ad adesioni massicce: «Forse avremo domande dal 10 o 20 per cento della platea interessata, attorno ai 30mila lavoratori. Del resto non tutti hanno la necessità di smettere di lavorare a 63 anni». Ma il valore della misura (lo diciamo ancora, è sperimentale) va letto in prospettiva, come si fa per certe start up. «Con l’Ape volontaria si apre un mercato nuovo, in cui ci si muoverà con un certificato di garanzia Inps, si godrà di un credito d’imposta al 50% e si potrà contare su un prezzo d’ingresso che è definito all’ingrosso, su grandi volumi e dunque più interessante. Inoltre l’Ape volontaria non lascia oneri a carico degli eredi in caso di premorienza, circostanza questa che, tra l’altro, abbatte ulteriormente il costo del prestito ventennale».

I numeri hanno una loro forza e mettono a confronto il costo di ingresso a strumenti finanziari comparabili: il 63enne che chiedesse, per esempio, un prestito con la cessione del quinto dello stipendio o della pensione, dovrebbe pagare un Taeg che viaggia tra il 5,6 e il 7%, stando alle offerte di mercato correnti. Per un prestito al consumo si va dal 6,20% al 8,90%, mentre per un prestito vitalizio ipotecario, strumento introdotto un paio di anni fa e finora assai poco utilizzato, si va dal 4% a salire. Solo un mutuo prima casa a tasso fisso (per un 60enne però) batte l’Ape volontaria, ed è forse il paragone meno appropriato.

Dunque con il finanziamento anticipato per la pensione si propone una nuova scelta di portafoglio. Da soppesare con altre da fare o già in corso (se si hanno debiti il rateo globale sulla futura pensione non potrà andare oltre il 30%) e da associare con l’eventuale altra opzione sperimentale Rita per chi ha aderito a un fondo pensione, ovvero la possibilità di ricevere in tutto o in parte, la prestazione maturata sotto forma di rendita temporanea.

COSTI A CONFRONTO, IL VANTAGGIO DELL’ANTICIPO PENSIONISTICO
Taeg dell’Ape e degli altri strumenti - Dati di mercato basati sulle offerte online dei principali operatori finanziari

Se poi si guarda al lato della domanda di lavoro, ovvero a come le imprese possono partecipare a questo programma, c’è l’Ape aziendale: «In questo caso – spiega ancora Galasso – è il datore di lavoro ad abbattere il costo, visto che con la contribuzione versata anche nel periodo dell’anticipo finanziario il montante complessivo viene rafforzato, e conseguentemente sarà rafforzata la pensione finale, in determinati casi fino all’annullamento dell’incidenza della rata Ape».

In definitiva quello che viene messo in campo è uno strumento che finora non c’era: potrà essere associato a redditi da lavoro differenziati (part-time, eventuali nuovi contratti a tempo determinato) e rappresenterà un nuovo benchmark per una categoria di lavoratori-risparmiatori che finora non è andata oltre forme di finanziamento spesso scelte con molte asimmetrie informative, in condizioni di necessità e senza simulatori Inps a loro disposizione che consentono una visione di prospettiva sulla propria rendita complessiva. Se il ritardo del suo debutto è servito per mettere a punto nel regolamento di attuazione dell’Ape tutti i dettagli tecnico-finanziari che ne garantiranno un buon funzionamento e una semplicità d’uso, allora per una volta il ritardo sarà giustificato.

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