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Cyberbullismo, il ministro Fedeli: «Linee guida alle scuole per…

il di segno di legge verso il voto

Cyberbullismo, il ministro Fedeli: «Linee guida alle scuole per prevenzione e aiuto»

«Finalmente»: così il ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli, commenta l'appuntamento di oggi alla Camera, dove si svolgerà la discussione generale sul disegno di legge sul cyberbullismo. «Questa legge rafforza il ruolo e il lavoro che noi stiamo facendo come ministero, che è quello di contrastare il cyberbullismo con la formazione dei docenti e degli studenti», spiega al Sole24Ore.com il ministro, ospite oggi a Milano per la presentazione di “Condivido - Il manifesto della comunicazione non ostile nelle scuole”, l’evento organizzato nell’ambito di “Parole O_Stili”.

«Un manifesto - commenta il ministro - che dovrebbero leggere anche i politici e i media, perché è un manifesto di civiltà».

L’«istanza di oscuramento»
Il disegno di legge prevede che, a partire dai 14 anni di età, i ragazzi (o i loro genitori) potranno chiedere la rimozione di un contenuto da un sito o da un social network attraverso una “istanza di oscuramento”.
«Alla legge sul cyberbullismo - continua il ministro - si affianca un ulteriore lavoro del ministero che è quello di dare le linee guida per tutte le scuole su come ci si comporta di fronte a ragazze e ragazzi che subiscono atti di cyberbullismo. C'è ovviamente la prevenzione ma poi ci sono anche soluzioni di aiuto. Ci sono esperienze importanti, come quelle contigue al Fatebenefratelli di Milano, che accolgono e sostengono i ragazzi che hanno subito in modo pesante il bullismo».

Ammonimento dal questore ai cyberbulli
La legge prevede un ammonimento da parte del questore per chi commette atti di cyberbullismo.
«È importante che anche i genitori siano sensibilizzati - prosegue il ministro - e siano messi a conoscenza dell'esistenza di strutture a cui i figli possono rivolgersi».
Un punto fondamentale su cui Fedeli batte è quello dei segnali: «Bisogna imparare a riconoscerli in modo da poter intervenire per prevenire forme più pesanti di bullismo.

Fedeli: le parole fanno male
Il manifesto, presentato oggi a Milano contro le espressioni violente sul web, per il ministro Fedeli «consente alle ragazze e ai ragazzi di ragionare su cosa succede quando si discute usando parole di odio, quando si utilizzano parole che poi spingono a violenze e discriminazioni».

Il ministro Fedeli al Sole24ore.com: Direttive per prevenire il bullismo

«Io credo - ha osservato il ministro - che questa sia una scelta molto importante: il fenomeno ha avuto una larga diffusione negli ultimi anni perché non c'è consapevolezza di che cosa significa stare sulla rete». «La rete non è un luogo anonimo, tu devi sapere che quello che metti in rete, anche se usi degli pseudonimi, in realtà sono parole che restano, parole che fanno male, parole che spingono a volte a forme estreme di dolore e a volte anche al suicidio. Pensiamo a cosa è successo a Carolina Picchio». Carolina Picchio, 14 anni, si uccise a Novara nel gennaio 2013 dopo essere stata vittima di un episodio di cyberbullismo.

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