Italia

Crisi Alitalia, Delrio: offerte ci saranno, irragionevole…

audizione al senato

Crisi Alitalia, Delrio: offerte ci saranno, irragionevole impegno Fs

(Reuters)
(Reuters)

«Impegnare Ferrovie a fare il trasporto aereo con la complessità e la competitività del settore» è «francamente irragionevole» così come «è irragionevole che lo Stato si metta in testa di fare l'operatore aereo». A stoppare l'ipotesi di un coinvolgimento delle Ferrovie nel salvataggio di Alitalia è il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ascoltato in commissione Lavori Pubblici del Senato. Il ministro ha osservato che «il Governo non crede che la strada sia quella della nazionalizzazione. Non credo - ha aggiunto - che la strada sia quella di far entrare Ferrovie o robe del genere dentro il capitale di Alitalia». A smentire l’idea di un coinvolgimento di Fs nella soluzione della crisi Alitalia ci ha pensato, oltre al ministro, anche l'amministratore delegato uscente di Leonardo, Mauro Moretti, che a margine dell’assemblea degli azionisti ha confermato che «non c'è stata nessuna richiesta del governo» per un intervento della società in Alitalia.

Il ministro rassicura: «Offerte ci saranno»
Nel corso dell’audizione, Delrio si è poi detto «sicuro che ci saranno offerte» di «potenziali acquirenti che continuano a credere, come lo credo io, Alitalia un marchio con grandi potenzialità e grandi possibilità di sviluppo». «Anche adesso con i commissari al lavoro - ha sottolineato - la mia idea è che l'operazione vera che vada fatta è non frazionare Alitalia, ma di mantenere l'unitarietà aziendale». La mia idea - ha spiegato poi rispondendo alle domande dei senatori - «è di preferire investitori di medio lungo periodo o operatori del settore». Del resto «non basta qualche centinaio di milioni per rilanciare Alitalia sul lungo raggio, ma molti più fondi e investimenti di lungo periodo». Tornando su un possibile ruolo delle Fs per il salvataggio di Alitalia, il ministro ha aggiunto che avrebbe «grandissimi problemi di Antitrust», a differenza di «altre compagnie, statali o non».

La difesa di Etihad: «Poteva portare Alitalia fuori dal tunnel»
Davanti alla commissione il ministro ha quindi difeso la scelta di Etihad come parter dell’ex compagnia di bandiera, «scelta di Etihad che aveva tutte le caratteristiche per portare Alitalia fuori dal tunnel e, con le giuste scelte manageriali, sarebbe uscita dal tunnel». Quanto alla crisi Alitalia «è la crisi di un'azienda che ha sbagliato strategia industriale o, meglio, non ha messo in pratica con decisione le strategie che aveva annunciato. Tutte le compagnie aeree hanno avuto negli ultimi dieci anni un'espansione, Alitalia è l'unica che ha avuto una contrazione» ed è passata da 30 milioni di passeggeri a 22 milioni di passeggeri. «La sua debolezza intrinseca è sul fronte dei ricavi”, ha aggiunto Delrio spiegando che la compagnia oggi in crisi ha un load factor intorno al 75% mentre Ryanair è al 94%. Inoltre «lo spostamento di mercato dal domestico al mercato a lungo raggio non è avvenuto» perché «c'è stato e c'è un problema di offerta. Bisognava acquistare aerei e avere i fondi per farlo, investire e rinegoziare i contratti di leasing».

© Riproduzione riservata