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Pil, una crescita nonostante le frenate dall’estero

L'Analisi|il PIL italiano

Pil, una crescita nonostante le frenate dall’estero

I due decimali in positivo che fotografano la variazione del Prodotto interno lordo nei primi 90 giorni dell'anno (+0,8% il dato tendenziale) accantonano i timori di una frenata vera dell'economia nazionale ma non bastano ancora a rassicurare sulla forza vera della congiuntura. La crescita a prezzi concatenati è dello 0,25%, un poco più ampia dello 0,2% (ancora soggetto a correzioni) dell'ultimo trimestre del 2016. Ed è una crescita, nonostante. Che Istat misura nonostante, appunto, il contributo in negativo della componente estera sulla domanda aggregata.

Con questo nono trimestre consecutivo di (debole ma costante) crescita del Pil saremmo in una prospettiva coerente con le stime del Governo, che nel Def ha indicato una variazione dell‘1,1% del Prodotto nell'anno in corso, un valore validato dall'Ufficio di Bilancio e un poco più largo dello 0,9% ancora previsto dalla Commissione europea dalla quale, la prossima settimana, arriveranno le raccomandazioni sulla programmazione economica. Un paio di settimane fa anche Bankitalia nel suo Bollettino economico aveva stimato un +0,2% nel primo trimestre mentre l'UpB nella sua ultima analisi congiunturale aveva aggiunto che nel secondo trimestre si potrebbe segnare un +0,3% (+0,4% secondo Ref), dinamiche che se confermate, meglio ancora se con qualche decimale in più, confermerebbero appunto una chiusura d'anno sopra l'1%.

Naturalmente non basta. Nei primi tre mesi, come anticipato nei giorni scorsi da Berlino, il Pil tedesco è cresciuto in termini congiunturali dello 0,6%, mentre l'Eurozona nel suo insieme avrebbe fatto +0,5% (stima flash Eurostat del 3 maggio confermata stamane). La crescita acquisita, ovvero dove arriverebbe il Pil 2017 in presenza di variazione nulle da qui a fine anno, è pari allo 0,6%.

Si diceva crescita nonostante. Sì perché oltre al contributo negativo dall'estero (è da lì che arrivano i maggiori rischi al ribasso) s'è aggiunta, sul lato delle risorse, una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell'industria, compensato da un aumento sia in quello dell'agricoltura, sia in quello dei servizi. Dal lato della domanda, a spingere è stato solo il un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) le cui componenti saranno note nelle prossime settimane.

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