Italia

Pil, la partita vera si gioca sugli investimenti

L'Analisi|la stima istat

Pil, la partita vera si gioca sugli investimenti

Una performance in linea con le attese degli analisti. Quel +0,2% fatto registrare su base trimestrale dal prodotto lordo italiano mantiene la velocità di crociera rispetto all'ultimo trimestre del 2016 e conferma che l'economia italiana cresce ma certo non scoppia di salute. Da noi infatti, diversamente da quanto avviene in Germania (dove il primo trimestre dell'anno ha segnato addirittura un aumento di prodotto dello 0,6% su base congiunturale) c'è una certa difficoltà di consolidamento della ripresa, ben visibile nella volatilità dei principali indicatori congiunturali.

E tuttavia, nonostante la diminuzione dell'attività produttiva verificatasi nel settore industriale, l'Istat certifica che nel primo scorcio dell'anno si è verificata una buona dinamica nel settore dei servizi e in quello agricolo, tale da non far decelerare il motore del sistema economico. Certo, va detto che per rispettare il pur prudente obiettivo di sviluppo che il governo si è dato con il Def (+,1,1% nel 2017) nel resto dell'anno sarebbe necessario che l'economia allungasse il passo.
Sinora, infatti, la crescita acquisita, cioè quello che si avrebbe se il resto del 2017 fosse "a elettroencefalogramma piatto", è pari allo 0,6 per cento. Ed è da tenere nel conto che finora alla crescita la domanda estera netta ha dato un contributo negativo, perché le importazioni in volume hanno superato le esportazioni mentre la spinta alla ripresa è venuta dalla domanda interna.

Resta quindi essenziale, ai fini del conseguimento dell'obiettivo, che gli investimenti continuino a crescere, dopo l'incremento messo a segno nella seconda metà del 2016, che secondo molti analisti è stato superiore all'uno per cento. Ma qui incappiamo nei dubbi segnalati da molti analisti finanziari: per esempio Standard& Poor's, accanto ai problemi connessi alla bassa produttività, mette in evidenza il fatto che la crescita degli investimenti in Italia potrebbe rimanere asfittica per via dell'incertezza della situazione politica e per via dell'alto livello dei non performing loans, i quali contribuiscono a provocare un potenziale restringimento delle condizioni del credito. Tutti elementi che potrebbero determinare per il 2017 un aumento del prodotto inferiore all' uno per cento, anche senza tener conto della grande vulnerabilità del nostro paese a un ipotetico shock sui tassi d'interesse.

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