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Continua la frenata dei contratti a tempo indeterminato

Osservatorio sul precariato inps

Continua la frenata dei contratti a tempo indeterminato

(Fotogramma)
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Continua a frenare la crescita dei contratti a tempo indeterminato: nei primi tre mesi dell’anno (gennaio-marzo) il saldo tra nuovo rapporti di lavoro stabili attivati, 398.866 (310.004 nuovi contratti, + trasformazioni di contratti a termine, 68mila, e di apprendistati, 20.862) e le 381.329 cessazioni, fa +17.537 nuovi rapporti fissi in più.

Crescono i contratti a termine
I dati arrivano dall’Inps: complice la fine degli incentivi targati Jobs act e una crescita che stenta ad arrivare si sta assistendo a una ripresa dei rapporti a termine: nel settore privato, complessivamente, il saldo annualizzato (vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi) dei primi tre mesi del 2017 risulta positivo e pari a +379mila. Tale risultato cumula la crescita tendenziale dei contratti a tempo indeterminato (+22mila), dei contratti di apprendistato (+40mila) e, soprattutto, dei contratti a tempo determinato (+315.000, inclusi i contratti stagionali). Queste tendenze sono in linea con le dinamiche osservate nei mesi precedenti. Del resto, anche nelle nuove assunzioni la crescita pià robusta è tra i contratti di apprendisti (+29,5%) e tra quelli a tempo determinato (+16,5%). Mentre sono diminuite quelle a tempo indeterminato (-7,6%). In particolare sono cresciute le assunzioni a tempo determinato nei comparti del commercio, turismo e ristorazione (+28,3%) e delle costruzioni (+19,7%). Negli stessi settori si osserva inoltre una crescita anche delle assunzioni in apprendistato (+ 35,8% nel commercio, turismo e ristorazione, + 22,1% nelle costruzioni). Significativa anche la crescita dei contratti di somministrazione (+14,4%).

Crollano le dimissioni, in lieve aumento i licenziamenti
Guardando alla cessazioni, l’Inps evidenzia come, nel complesso, siano state 1.117.000, in aumento rispetto all’anno precedente (+6,6%): a crescere sono le cessazioni di rapporti a termine (+12,5%), mentre quelle di rapporti a tempo indeterminato sono leggermente in diminuzione (-2,1%). Con riferimento ai rapporti di lavoro a tempo indeterminato, il numero complessivo dei licenziamenti risulta pari a 143.200, in leggero aumento rispetto al dato di gennaio-marzo 2016 (+2,9%); significativa la contrazione delle dimissioni: -3,5% rispetto a gennaio-marzo 2016. Sulla distribuzione delle cause di cessazione tra licenziamenti e dimissioni, ha significativamente inciso l’obbligo della presentazione on line delle dimissioni, introdotto a marzo 2016.

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