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Fca, procedura Ue per le emissioni

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Fca, procedura Ue per le emissioni

  • –Beda Romano

BRUXELLES

La Commissione europea ha annunciato ieri l’apertura di una procedura di infrazione contro l'Italia nel delicato campo delle emissioni nocive delle automobili. L’esecutivo comunitario sospetta che le autorità nazionali non abbiano rispettato le regole europee, in particolare per quanto riguarda l'omologazione delle auto di Fiat Chrysler Automobiles. La decisione è giunta malgrado il disperato tentativo del governo Gentiloni di evitare in qualche modo l’imbarazzante procedura. E in nottata è arrivata una notizia analoga anche dagli Stati Uniti: secondo l’agenzia Bloomberg, che cita due persone informate dei fatti, il Dipartimento di Giustizia Usa starebbe valutando di avviare una procedura contro Fca qualora fallissero i negoziati per allineare il gruppo alle regole Usa sui veicoli diesel.

La Commissione Ue intanto ha spiegato che la decisione di ieri si basa in parte sui risultati di test effettuati dalle autorità tedesche su alcune auto italiane. Il sospetto è che alcuni veicoli del gruppo Fca (in particolare le Fiat 500 X) siano dotati di software con l’obiettivo di ridurre le emissioni nocive di NOx al momento dell’esame di omologazione. Questi strumenti non sono di per sé vietati, ma sono autorizzati solo per evitare danni al motore o per assicurare l’uso sicuro dell’automobile.

«La Commissione», si legge in un comunicato, «chiede ora formalmente all’Italia di dare una risposta alle sue preoccupazioni circa l’insufficiente giustificazione fornita dal costruttore in merito alla necessità tecnica - e quindi alla legittimità - dell’impianto di manipolazione usato e di chiarire se l’Italia è venuta meno al suo obbligo di adottare misure correttive per quanto riguarda il tipo di veicolo Fca in questione e di imporre sanzioni al costruttore di automobili».

L’Italia ha due mesi per rispondere alle domande dell’esecutivo comunitario. Qui a Bruxelles si tende a pensare che le autorità italiane siano state restie a trasmettere le informazioni richieste, salvaguardando nei fatti Fca. Da Roma, la decisione è stata criticata dal ministro dei Trasporti Graziano Delrio: «La Commissione dice che si apre la procedura per ottenere chiarimenti. Si poteva fare un dialogo normale, senza aprire una procedura di infrazione».

Ieri a Milano l’azione Fca ha chiuso in ribasso del 4,6% a 9,65 euro. L’apertura della procedura di infrazione contro l’Italia non è la prima del suo genere. In dicembre, Bruxelles ha deciso di seguire la stessa strada per altri paesi, accusando la Germania di avere violato le regole in questo campo, sulla scia dello scandalo Volkswagen, che nel settembre 2015 ha ammesso l’uso di software per ridurre le emissioni di NOx al momento dei test di omologazione.

In questo campo, l’attuale assetto regolamentare è decentrato, prevede che l’omologazione di un’auto effettuata in un paese membro nel rispetto delle regole comunitarie possa valere in tutto il territorio dell’Unione. Bruxelles ha presentato nel 2016 una proposta di riforma che dà all’esecutivo comunitario maggiori poteri sanzionatori, e impone una maggiore centralizzazione del sistema di omologazione dei veicoli per limitare frodi o errori. Il progetto è in discussione in Parlamento e al Consiglio.

«Lo scandalo sulle emissioni ha dimostrato che la responsabilità di far rispettare la legge e di punire coloro che la violano non può essere lasciata esclusivamente ai singoli Stati membri – ha spiegato la commissaria all’Industria Elzbieta Bienkowska –. Il Parlamento europeo e gli Stati membri hanno recentemente compiuto molti passi avanti in merito alla nostra proposta di revisione completa del sistema attuale, ma è giunto il momento di raggiungere un accordo definitivo».

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