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Dda Bari, un fermo per apologia di terrorismo e un'espulsione

OPERAZIONE BARAKAAT

Dda Bari, un fermo per apologia di terrorismo e un'espulsione

Un’operazione antiterrorismo coordinata dalla Dda di Bari ha portato all'esecuzione di due diversi provvedimenti nei confronti di due fratelli tunisini residenti a Foggia. Uno di loro è stato sottoposto a fermo per apologia di terrorismo e detenzione di armi. Al fratello, rintracciato a Padova, è stato notificato un decreto di espulsione. In un video diffuso dalla Polizia il tunisino K. S. dice: «La pistola che tengo non finisce mai il carico, sempre sta carica». E ancora: «Kalashnikov sono trenta».

Operazione per prevenire il fenomeno dei “lupi solitari”
L'operazione, tesa a prevenire e a debellare il fenomeno dei cosiddetti lupi solitari ispirati dal Daesh/Isis ha portato all'esecuzione della misura cautelare della custodia in carcere, per il reato di apologia del terrorismo, nei confronti di K. S. Avvalendosi di sofisticate tecniche di monitoraggio del web, in particolare dei social media, gli investigatori hanno documentato come il cittadino tunisino fosse impegnato in attività di propaganda dello Stato Islamico tramite la pubblicazione su Facebook di video e post di esaltazione delle azioni compiute dalle milizie della stessa formazione terroristica.

Aveva esaltato la figura dell'attentatore dei mercatini di Natale di Berlino
Il tunisino, peraltro, era solito accompagnare i documenti di propaganda con la frase “Lo Stato Islamico sopravviverà”. Nello stesso contesto è stato accertato che l'estremista tunisino, durante una conversazione, aveva esaltato la figura dell'attentatore dei mercatini di Natale di Berlino. Il fermo per reato di apologia di terrorismo è stato disposto dal Procuratore distrettuale di Bari .

Espulso il fratello
Nel corso dell'attività investigativa è emerso che anche il fratello del fermato S.B, di anni 32 (titolare di permesso di soggiorno per motivi di lavoro emesso dalla Questura di Foggia), che aveva manifestato nel web analoghe posizioni filo-jihadiste.

Quest'ultimo, rintracciato l'8 maggio scorso dalla Digos di Padova, è stato poi espulso il successivo 13 maggio, perché pericoloso per la sicurezza, in esecuzione di provvedimento emesso dal Prefetto di Padova sulla base degli elementi informativi acquisiti a suo carico nelle indagini baresi. Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare che entrambi i fratelli erano, via Facebook e con altre chat, in contatto con persone ritenute vicine all'estremismo islamico, condividendo anche sui social network post inneggianti all'Isis. L'inchiesta è stata coordinata dai pm della Dda di Bari Giuseppe Gatti e Lidia Giorgio ed è stata denominata 'Barakaat'.

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