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A Milano in decine di migliaia al corteo «Insieme senza muri» per…

«siamo in centomila»

A Milano in decine di migliaia al corteo «Insieme senza muri» per l’accoglienza dei migranti

È arrivato alla destinazione finale, il parco Sempione, il corteo pro-migranti di Milano che era partito attorno alle 14 dai Bastioni di porta Venezia. La manifestazione («Siamo in centomila» hanno detto gli organizzatori) è continuata con una serie di esibizioni musicali e di interventi dal palco allestito all'interno del parco. Gli unici momenti di tensione si sono verificati poco dopo la partenza del corteo, all'altezza di piazza della Repubblica, quando una cinquantina di militanti dei centri sociali ha contestato duramente gli esponenti del Pd e in particolare l'assessore alla Sicurezza Carmela Rozza. Lo scontro - fra offese e qualche spinta - è durato oltre 20 minuti. Al termine di questa fase la marcia è proseguita senza ulteriori incidenti.

In testa al corteo «2o maggio Insieme senza muri» Emma Bonino e il sindaco di Milano Giuseppe Sala con la fascia tricolore. Con loro sotto alla striscione della manifestazione anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori. Tra le personalità che hanno sfilato, Maurizio Landini il segretario della Fiom, il deputato del Pd Emanuele Fiano. In corteo anche un gommone simbolo del viaggio che affrontano i migranti per arrivare sulle coste italiane.

Le tensioni politiche
Migliaia di persone si sono presentate all’appuntamento che ha sollevato polemiche politiche soprattutto dopo l'aggressione di giovedì sera nel mezzanino della Centrale, dove Ismail Tomaso Hosni (20enne nato nel capoluogo lombardo da padre tunisino e madre italiana), indagato per terrorismo, ha accoltellato un poliziotto della Polfer e due militari durante un controllo dei documenti. Per questo il governatore Roberto Maroni aveva chiesto la cancellazione dell’iniziativa («Credo che oggi la manifestazione non andasse fatta per ragioni di opportunità, per rispetto e vicinanza nei confronti dei rappresentanti delle forze dell'ordine feriti a coltellate»). In corteo centri sociali, personalità politiche, associazioni culturali e gruppi che lavorano per l'integrazione degli extracomunitari. La marcia per i migranti raggiungerà piazza della Repubblica, i Bastioni di Porta Nuova, viale Crispi, i Bastioni di Porta Volta, e si è concluso in piazza del Cannone, dove è stato allestito un palco per gli interventi finali e un concerto.

Sala: voglio costruire ponti non muri
«Con la solidarietà e l'accoglienza ci sarà giustizia» ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe sala, arrivando alla marcia. Il sindaco ha spiegato che ci devono essere
«diritti per chi arriva e diritti per chi è già qua da tempo. E che le due cose si possono fare insieme. Da cittadino e da sindaco non vorrei stare in una città troppo cinica che pensa solo a se stessa». Il tema dell'immigrazione «riguarderà le nostre vite per i prossimi decenni e io voglio essere un costruttore di ponti non di muri» ha aggiunto il sindaco.

Grasso: chi è nato e studia qui è italiano
Tra i partecipanti al corteo, anche il presidente del Senato Pietro Grasso, che ha sfilato accanto al sindaco Sala e ha spiegato che «l’accoglienza dei migranti è
un dovere non solo morale ma anche giuridico. Il messaggio deve essere a tutta l'Europa. Vogliamo coinvolgerla - ha aggiunto - in questa nostra attività di accoglienza e integrazione». E ancora: «Chi è nato in Italia, studia in Italia, è italiano». Di qui il bisogno di una legge sulla cittadinanza.

Marcia migranti, centri sociali contro Pd
Militanti dei centri sociali hanno contestato il Pd nel corso del corteo pro-migranti che sta svolgendo a Milano. Attimi di tensione si sono registrati all’altezza di piazza della Repubblica, dove un gruppo di militanti di diversi centri sociali hanno chiesto urlando l’allontanamento dell'assessore alla Sicurezza, Carmela Rozza, dal corteo. I contestatori hanno definito lo spezzone del Partito Democratico «la peggior destra», ripetendo che la presenza del Pd è fuori luogo poiché sostiene la legge Minniti-Orlando.

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