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Il Papa: «La disoccupazione ha dimensioni drammatiche»

L'udienza alla Fondazione Centesimus Annus

Il Papa: «La disoccupazione ha dimensioni drammatiche»

Il lavoro. È uno dei capisaldi della pastorale “sociale” del Papa. Per Francesco la disoccupazione «ha assunto proporzioni veramente drammatiche» specie per i giovani, spesso incapaci anche di «promuovere se stessi». Parla agli esponenti dell’economia - imprenditori e docenti - riuniti a Roma per la Conferenza Internazionale promossa dalla Fondazione Centesimus Annus - Pro Pontifice sul tema “Alternative costruttive in una fase di sconvolgimenti globali. Occupazione e dignità dell'individuo nell'era digitale - Incentivi alla solidarietà e alla virtù civica”. Una Fondazione nata sulla scia della grande enciclica economica del 1991 di Giovanni Paolo II, e che due giorni fa ha ospitato anche il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato. Il lavoro, l’occupazione quindi, sempre al centro di ogni prospettiva, specie nel nel contesto della nuova rivoluzione tecnologica in atto. «Come non potremmo essere preoccupati per il grave problema della disoccupazione dei giovani e degli adulti che non dispongono dei mezzi per “promuovere” se stessi?», domanda Francesco.

«È un problema che ha assunto proporzioni veramente drammatiche», afferma, tanto nei Paesi in via di sviluppo quanto in quelli sviluppati e che pertanto chiede di essere affrontato «per un senso di giustizia tra le generazioni e di responsabilità per il futuro». Inoltre il Papa sottolinea «gli sforzi per affrontare l’insieme delle questioni connesse alla crescita delle nuove tecnologie, alla trasformazione dei mercati e alle legittime aspirazioni dei lavoratori devono prendere in considerazione non solo gli individui ma anche le famiglie». Considerando che «l’incertezza nelle condizioni lavorative spesso finisce per aumentare la pressione e i problemi della famiglia ed ha un effetto sulla capacità della famiglia di partecipare fruttuosamente alla vita della società», sottolinea Bergoglio, che in questo quadro sprona per un «cambiamento di atteggiamento, di opinioni e di stile di vita» essenziali «per costruire un mondo più giusto, libero e in armonia», attivo nella lotta contro la povertà, la quale «esige una migliore comprensione di essa come fenomeno umano e non meramente economico».

Bergoglio insiste: nelle attività economiche sempre l’uomo al centro. «Molte persone si impegnano per unire la famiglia umana nella comune ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare», dice Francesco. «Promuovere lo sviluppo umano integrale richiede dialogo e coinvolgimento con i bisogni e le aspirazioni della gente, richiede di ascoltare i poveri e la loro quotidiana esperienza di privazioni molteplici e sovrapposte, escogitando specifiche risposte a situazioni concrete». Questo richiede «dar vita, all'interno delle comunità e tra le comunità e il mondo degli affari, a strutture di mediazione capaci di mettere insieme persone e risorse, iniziando processi nei quali i poveri siano i protagonisti principali e i beneficiari».

Affrontare le questioni economiche, nelle sue diverse declinazioni, mettendo al centro la persona «incoraggerà l'iniziativa e la creatività, lo spirito imprenditoriale e le comunità di lavoro e d'impresa, e in tal modo – assicura il Papa - favorirà l’inclusione sociale e la crescita di una cultura di solidarietà efficace».

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