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Dossier A lezione di industria futura

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    Dossier | N. 15 articoliRapporto Impresa 4.0

    A lezione di industria futura

    Big data, Internet of Things (IoT) e robotica al centro dei nuovi corsi di laurea, master e percorsi executive per formare le competenze che faranno girare l’economia 4.0. La Commissione europea prevede infatti almeno mezzo milione di nuovi posti di lavoro entro il 2020 con le nuove skill digitali. L’ingegnere meccatronico, per esempio, è una figura che sarà sempre più ricercata per la progettazione di macchine e sistemi di controllo automatici grazie alle competenze integrate di meccanica, elettronica, elettrotecnica e informatica. Così l’Università degli Studi di Padova introduce sia una laurea triennale sia una magistrale in meccatronica, mentre quella di Bologna una laurea triennale in collaborazione con Unindustria Bologna, prevista per il 2018. Per il cosiddetto cyber-physical system, dove macchine intelligenti parlano tra loro e prendono decisioni grazie a sensori collegati a piattaforme digitali, serviranno manager e progettisti capaci di pensare a nuovi modelli di business in una logica di filiera integrata e connessa, alla manifattura classica in chiave di servizio e a catene di produzione sempre più robotizzate, dove l’uomo si concentrerà sulla progettazione delle macchine e dei sistemi, sulla loro supervisione e su un dialogo “aperto” con i robot.

    Il Piano Industria 4.0 del Governo punta alla formazione di 3.000 nuovi manager entro il 2020 con competenze adeguate al nuovo scenario. A tale scopo, alla Luiss di Roma parte a ottobre il master in formato week-end in Management dello IoT 4.0, mentre a settembre il master full time in Management and Technology - Major in digital ecosystem. Un altro master universitario per junior è partito ad aprile al Politecnico di Milano con Cefriel e Bosch come apprendistato in alta formazione, «The future of engineering and manufactory: Industry 4.0».

    Su questi temi, poi, alla Bologna Business School di Unibo è in partenza un master executive in Business Innovation Design, che mira a utilizzare le tecnologie digitali abilitanti (data analytics, cloud manufacturing, IoT, advanced human machine interface) per generare nuovi modelli di business mediante strumenti e approcci del design thinking. «Serve un profondo cambio di mentalità - spiega Giuseppe Padula, direttore tecnico del corso - che faciliti la migrazione dalla tradizionale cultura del prodotto a quella di servizio. Per questo collaboriamo con Sap Design Thinking di Palo Alto. Servono architetti di processo che sfruttino le enormi potenzialità del digitale applicato all’industria, con servizi complementari che poggiano sulle macchine e oggetti interconnessi grazie alla rete».

    Un debutto atteso è quello del master in Smart manufacturing & Industry 4.0 della Business school del Sole 24 Ore, che partirà in autunno, in formato week-end per 5 settimane non consecutive. Il master, in collaborazione con la società di consulenza Porsche Consulting, si rivolge a imprenditori, direttori pianificazione, programmazione industriale, produzione, logistica e acquisti, manager It e organizzativi. Il corso si concluderà con un factory tour a Stoccarda, sulle linee di produzione della Porsche, all’avanguardia sull’industria 4.0.

    Anche il MIP – Graduate School del Politecnico di Milano propone un Percorso executive in Manufacturing management - Industria 4.0 con moduli mensili fino a dicembre, frequentabili anche separatamente, che si rivolge a direttori tecnici, di stabilimento e di produzione e agli It manager. Il Program Industry 4.0 - Progettare e gestire fabbriche snelle e intelligenti della Liuc, invece, punta sulla lean organization come precondizione per l’Industria 4.0 stessa. «Se i processi sono semplici, snelli e stabili, l’azienda è in condizione di affacciarsi a questo mondo - spiega il responsabile scientifico Tommaso Rossi -. Intendiamo far comprendere il circolo virtuoso tra principi lean e quarta rivoluzione industriale e, allo stesso tempo, trasferire le metodologie che consentono di progettare e gestire le fabbriche del futuro».

    Gli studenti della laurea triennale in Digital management dell’Università Ca’ Foscari verranno invece calati nel mondo dell'innovazione grazie alla partnership con l’incubatore di start-up H-Farm. Un’altra figura sempre più necessaria, di cui McKinsey prevede entro un anno una domanda superiore all'offerta del 40-60%, è il Data analyst, per l’analisi e l’interpretazione dei Big Data, la grande mole di dati da più fonti in tempo reale. L’Università degli Studi di Padova lancia la magistrale in Data science e l’Università Cattolica di Milano quella in Data science and actuarial sciences per il settore bancario e finanziario, mentre la Luiss propone un master executive in Big Data management per il marketing, l’Hr, il Finance e l’It.

    Sul fronte della comunicazione, infine, a Milano a ottobre ci sarà la seconda edizione del master universitario di primo livello Digital strategy - Design e comunicazione per la Rete, a cura del Poli.design, in partnership con Cefriel, il consorzio del Polimi per l’innovazione, la ricerca e la formazione It e Pr Hub - Assocom, l’associazione delle agenzie di pubbliche relazioni e comunicazione.

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