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G7, Gentiloni: «Uniti per combattere il terrorismo». Il…

il nodo del clima: più tempo agli usa

G7, Gentiloni: «Uniti per combattere il terrorismo». Il nodo del clima

TAORMINA - I sette leader del G7 hanno firmato la dichiarazione contro il terrorismo. «È un forte messaggio di amicizia, vicinanza e solidarietà alla Gran Bretagna» dopo quello che è accaduto nei giorni scorsi a Manchester, ha detto il premier Paolo Gentiloni nel corso della firma della dichiarazione G7 comune per la lotta al terrorismo. Con la dichiarazione congiunta sul terrorismo «mostriamo la nostra unità e determinazione per continuare a combattere dopo quello che è successo a Manchester contro vittime innocenti» ha aggiunto il presidente del Consiglio.

Rientro in patria anticipato per la premier May
«Grazie, grazie»: la premier britannica Theresa May ha ringraziato gli alleati del G7 dopo la firma della dichiarazione contro il terrorismo. «Grazie per il sostegno dimostrato al Regno Unito di fronte al terribile attacco di Manchester», ha detto May, che questa sera lascia il vertice in anticipo per rientrare a Londra. «Credo sia importante dimostrare questa determinazione di tutti i paesi per combattere il terrore e tutelare i nostri cittadini».

Nodo clima: più tempo agli Stati Uniti
Accordo quindi (scontato) sulla lotta al terrorismo, mentre restano aperti i nodi dei migranti (come emerge dalla bozza del comunicato diffusa nel pomeriggio) e sul clima. «Resta sospesa la questione sull'accordo di Parigi sul clima rispetto al quale il presidente Trump ha in corso una riflessione interna di cui gli altri paesi hanno preso atto». L'amministrazione attacca Cop21, e vuole disdirlo, ma dalle parole del premier emerge una posizione più “attendista”. «C'è un'atmosfera di discussione diretta e sincera che si traduce in punti di convergenza sulle maggiori questioni: dalla Siria alla Libia ai temi del commercio internazionale, su cui si sta ancora lavorando», ha aggiunto, sottolineando che la «discussione diretta di oggi porta a punti in comune su cui si può lavorare». Alla fine, secondo alcune fonti, potrebbe esserci «un'unica dichiarazione a sette» al termine del G7, nella quale i sei altri partner si impegnano «a lasciare più tempo agli Usa per prendere una decisione sull'accordo di Parigi».

Su migranti accordo in fase di limatura
Sul tema delle migrazioni il dossier è pure in fase di limatura: se le bozze diffuse oggi pomeriggio saranno confermate nella versione finale di domani è chiaro che la riaffermazione dei «diritti sovrani degli Stati di controllare i loro confini e fissare chiari limiti ai livelli netti di immigrazione, come elementi chiave della loro sicurezza nazionale e del loro benessere economico è una diversa strada rispetto a quella di un approccio globale al problema che prevede il coinvolgimento e l'aiuto ai paesi d'origine, Africa i n testa. Anche questo sarebbe l'effetto di una pressione Usa (con l'aiuto di Londra in questo caso), a danno dell'approccio europeo sostenuto da Germania, Italia e Francia, che hanno sempre condannato i “blocchi” alle frontiere in Austria e Ungheria alle rotte balcaniche dei rifugiati.

I PROTAGONISTI DEL VERTICE

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