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Giro d’Italia, Dumoulin maglia rosa più che mai. Scintille…

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Giro d’Italia, Dumoulin maglia rosa più che mai. Scintille con Nibali

Ma che cosa sta succedendo al Giro d'Italia? Oggi si va a Piancavallo, ultimo arrivo in salita di questa terza settimana sulle Grandi Montagne. Una tappa non facile, dove nel 1998 Marco Pantani diede spettacolo. Una tappa quindi da bollino rosso, di quelle che sulla carta possono ancora fare la differenza. E saltare il banco.

Ma dopo quello che si è visto nel tappone dolomitico di ieri, vinto a Ortisei dall'americano Van Garderen (davanti allo spagnolo Landa, eterno secondo di questa edizione del Giro), i dubbi si moltiplicano. L'impressione è infatti un'altra: che il banco sia ben saldo nelle mani (o nelle gambe) della maglia rosa che riesce non solo a rintuzzare sul Passo Gardena gli attacchi di Nibali e Quintana ma addirittura contrattacca negli ultimi quattro chilometri. Un gesto più simbolico che sostanziale, che però la dice lunga sulla situazione a tre giorni dalla fine del Giro.

Il quadro è questo: che l'olandese è più che mai in sella. Più che mai deciso a conservare la maglia rosa fino a Milano. Dopo la crisi dello Stelvio, Dumoulin si è ripreso alla grande. E lo si è visto benissimo quando ha risposto alle punzecchiature degli avversari. Mai in difficoltà, l'olandese ha addirittura avuto la faccia tosta di replicare negli ultimi chilometri aprendo un nuovo fronte polemico soprattutto con Nibali, che davanti alla spavalderia della maglia rosa ha replicato: «Ehi, amico, io ho già vinto due Giri d'Italia. Sei bravo, okay, ma prima di parlare devi tenere i piedi per terra, perchè tutto può ritornare, ecco».

Parole al vetriolo in risposta alle punzecchiature di Dumoulin sul finale di Ortisei. Mentre l'americano andava a vincere, dal gruppetto dei big scattavano infatti Pinot, Pozzovivo, Zakarin e Mollema, tutta gente che ha il podio nel mirino. Ebbene, davanti a questa minaccia dei possibili rivali, Nibali e Quintana non si sono mossi lasciando alla maglia rosa Dumoulin l'onere di replicare all'attacco.

«Non ho capito la tattica di Quintana e Nibali nel finale», ha detto con rabbia l'olandese. «Si sono concentrati su di me, mentre dei loro avversari per il podio guadagnavano terreno. Ho chiesto a Nibali di collaborare nell'inseguimento, ma è stato inutile: hanno corso solo per farmi perdere e non per la loro classifica. Così hanno perso un minuto da Pinot che nella cronometro di domenica è più forte di loro. Se continueranno a tenere d'occhio solo me, perderanno anche il podio. Contenti loro, contenti tutti...».

Parole dure, quelle della maglia rosa. Che hanno fatto girare i cabasisi a Nibali. Quintana ha invece risposto più diplomaticamente. «Le ho provate tutte, ma è stato inutile..». Il siciliano, che non è l'ultimo arrivato, si è invece inalberato aggiungendo un altro carico da novanta: «Io da leader non ho mai parlato così. Dumoulin non deve esagerare con le parole. A me di arrivare sul podio non mi importa nulla. Io il Giro voglio vincerlo e quindi corro sulla maglia rosa. Non lo porterò di sicuro in carrozza a Milano».

Botte da orbi. Volano gli stracci in questo finale di Giro. Era dai tempi di Moser e Saronni che non si vedeva uno scontro “verbale” così pesante. Un bel siparietto che dà pepe a una corsa che sembra alquanto blindata a favore dell'olandese.

Che dire? Nostra modesta opinione è che abbia ragione Nibali. Ma non per nazionalismo, ma perchè Vincenzo sa che questo è l'unico modo per mettere alle corde un avversario tosto e determinato come Dumoulin.

Diciamo la verità: l'olandese sta meritando di portarsi in patria la maglia rosa. Finora ha corso da grande campione. Un Indurain più aggressivo nei finali. Bravo anche a reagire con lucidità a un incidente, quello intestinale dello Stelvio, che avrebbe potuto metterlo fuori gioco. Anche ieri Dumoulin si è difeso da solo. Un vero combattente, oltre che talento di classe finissima. Però non può pretendere che Nibali e Quintana si buttino a riprendere tutti quelli che vanno in fuga. Come si dice: hai voluto la maglia rosa? Bene, amico olandese, ora pedala!

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