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Dossier Il mercato delle e-bike accelera

    Dossier | N. 9 articoliRapporto Sviluppo sostenibile

    Il mercato delle e-bike accelera

    L’e-bike si fa spazio nel mercato delle due ruote. Secondo i dati Ancma, l’Associazione nazionale ciclo motociclo e accessori che riunisce le aziende italiane costruttrici di veicoli a due e a tre ruote, nel 2016 in Italia le e-bike vendute sono aumentate del 121,3% rispetto al 2015. Una crescita che ha portato a 124.400 le pedelec (pedal electric bike) commercializzate nel nostro Paese. Un trend molto positivo, quindi, causa ed effetto della discesa in campo di nuovi attori. Ad esempio le aziende motociclistiche, si pensi all’italiana Fantic Motor o alla spagnola Bultaco, oppure i produttori di componentistica per elettrodomestici, cimentatisi nella realizzazione di propulsori elettrici.

    Le esportazioni italiane nel settore sono passate dalle 3.400 unità del 2015 alle 8.000 del 2016, mentre la produzione è passata da 16.800 a 23.600 pezzi. Al semplice assemblaggio si affianca una filiera completa, estesa dalla produzione dei motori alla progettazione della componentistica. Quanto ai canali di distribuzione, secondo i dati Ancma gli utenti si affidano alle realtà specializzate, reattive nell’assistenza tecnica e nei servizi post vendita, snobbando i grandi dealer.

    Ma cosa sono esattamente le e-bike? Quali prospettive di crescita ha il settore? Le biciclette a pedalata assistita non sono altro che veicoli ibridi a pedali mossi sia dalla forza muscolare sia dalla spinta di un motore a batteria. La propulsione aggiuntiva interviene durante la pedalata (e fino a 25 km/h di velocità secondo le normative italiane, mentre all’estero si raggiungono, e superano, i 45 km/h) dato che in caso contrario, vale a dire se l’ausilio elettrico fosse attivabile senza alcun apporto motorio da parte dell’uomo, ci troveremmo dinanzi a un ciclomotore.

    Il mezzo coniuga efficienza nel trasporto e sostenibilità ambientale. La e-bike è, pertanto, il veicolo urbano del futuro. Secondo le stime di Technavio, specialista inglese nell’analisi dei flussi commerciali, proprio la domanda di mobilità sostenibile darà uno slancio determinante al mercato mondiale delle bici elettriche: le vendite dovrebbero passare dai 35 milioni di unità del 2016 ai 45,2 milioni del 2021 e la Cina dovrebbe giocare un ruolo di primo piano. Dal 2009 oltre novanta grandi città cinesi hanno disincentivato l’utilizzo dei ciclomotori a combustione interna. Le e-bike hanno così beneficiato di un eccezionale bacino d’utenza, al punto che, secondo i dati raccolti dall’americana Navigant Research, nel 2016 la Cina ha rappresentato oltre il 90% del mercato mondiale.

    Parte del successo delle pedelec è legato alla varietà dei prodotti. Spaziando dai modelli da città alle mountain bike, dalle versioni da turismo alle specialissime, sono disponibili un’infinità di proposte con prezzi che attualmente, in Italia come in altri Paesi, vanno da circa 1.000 a oltre 15.000 euro. Prezzi in generale ancora superiori alle bici “muscolari”, ma destinati a scendere con il crescere della diffusione delle nuove tecnologie. Una crescita già in atto nel Nord Europa. L’associazione di categoria tedesca Zweirad-Industrie-Verband ha rilevato come nel 2016 il mercato delle due ruote a pedali (modelli “tradizionali” inclusi) abbia raggiunto in Germania il valore di 2,6 miliardi di euro, con un incremento del 7% ascrivibile esclusivamente alla diffusione delle e-bike. E grazie al boom atteso in Europa occidentale e nel Nord America, il giro d’affari globale annuo del settore e-bike dovrebbe passare da 15,7 a 24,4 miliardi di dollari entro il 2025.

    Troppo? Secondo la statunitense Light Electric Vehicle Association, il trend sarebbe addirittura sottostimato, dato che le e-bike sono assolutamente in linea con i tempi. All’aspetto ecologico affiancano infatti la tecnologia e, in particolar modo, l’interazione con l’elettronica. Alla gestione automatica del cambio si accompagnano così plus quali la navigazione satellitare e la connettività sia con gli smartphone sia con le app dedicate. Una rivoluzione solo agli inizi, ma che promette di scrivere un nuovo capitolo della mobilità sostenibile.

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