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Raggi testimone al processo Marra il 30 giugno

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II sezione Tribunale di Roma

Raggi testimone al processo Marra il 30 giugno

(Ansa)
(Ansa)

Virginia Raggi è testimone al processo per corruzione in cui sono imputati il suo ex braccio destro al Campidoglio, Raffaele Marra, e l’imprenditore Sergio Scarpellini. Così ha deciso la II sezione del Tribunale di Roma, che ha accolto la richiesta dell’avvocato di Marra.

La decisione
I giudici hanno accettato una lista di dieci testimoni, lasciando agli avvocati la facoltà di scegliere chi ascoltare. I legali di Marra hanno già manifestato l’intenzione di far comparire Virginia Raggi alla prossima udienza del 30 giugno. La sindaca potrebbe essere sentita con l’assistenza del suo legale, perché indagata in un procedimento collegato.

Le domande alla Raggi
Alla prima cittadina saranno poste domande sul ruolo di Marra al Comune e di presunti contatti avuti con Scarpellini. Raggi è indagata in un altro procedimento in concorso con lo stesso Marra, con l'accusa di abuso d'ufficio e falso. Il procedimento riguarda la nomina di Renato Marra, fratello di Raffaele, alla direzione turismo del Campidoglio. In questa inchiesta la Procura attende il deposito di una memoria difensiva degli avvocati di Raggi.

Ipotizzato il reato di corruzione per Scarpellini e Marra
L’accusa per Marra è di aver avuto una tangente da 367mila euro da Scarpellini. Nei confronti dei due è ipotizzato il reato di corruzione per l'esercizio della funzione, imputazione che fa riferimento a fatti di quando Marra era nella Giunta dell'allora sindaco Gianni Alemanno.

Dietro la tangente un’operazione immobiliare
Secondo le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Roma, coordinati dal colonnello Lorenzo d'Aloia, dietro la tangente si nasconderebbe una operazione immobiliare in via dei Prati Fiscali.

Stando agli atti della Procura «Marra, nella sua qualità di pubblico ufficiale - prima dal 28 giugno 2011 al 9 aprile 2013 – direttore della Direzione regionale organizzazione personale, demanio e patrimonio della Regione Lazio, poi – dal 9 maggio 2013 al 31 ottobre 2013 – direttore del Dipartimento partecipazioni e controllo Gruppo Roma Capitale/Sviluppo economico locale di Roma e, infine, - dal 15 novembre 2013 al giorno 11 febbraio 2014 - direttore dell'Ufficio di scopo associazioni consumatori, riceveva indebitamente, per l’esercizio dei poteri e delle funzioni inerenti agli incarichi indicati, utilità economiche, consistenti nella messa a disposizione», da parte dell'imprenditore Sergio Scarpellini, «della somma di denaro pari a 367mila euro impiegata per l’acquisto dell’immobile sito in Roma, via Prati Fiscali 258, intestato alla moglie Chiara Perico».

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