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Il Miur sblocca 600 milioni per la ricerca

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Il Miur sblocca 600 milioni per la ricerca

  • –Marzio Bartoloni

Si avvicina una importante boccata di ossigeno per la ricerca. A partire da quella industriale con il bando sui 12 cluster tecnologici atteso nelle prossime settimane che finanzierà con 350 milioni progetti che vedono insieme imprese, università e centri di ricerca nello sviluppo di nuove tecnologie . E con industria 4.0 insieme a salute, aerospazio e agrifood che avranno la massima priorità anche per i fondi. «In un contesto globale sempre più basato sulla società e sull’economia della conoscenza università e ricerca sono fondamentali. La loro valorizzazione attraverso specifici investimenti e il riconoscimento delle eccellenze non sono questioni di settore: interessano l'intero Paese, il suo tessuto produttivo, il suo sviluppo economico», avverte il ministra dell’Istruzione, Università e Ricerca Valeria Fedeli che ricorda come il bando attui il Programma nazionale per la ricerca «su cui stiamo accelerando».

Ma il Miur è pronto a mettere sul piatto altri 250 milioni che saranno attinti dal “tesoretto” non speso negli anni dall’Iit, l’Istituto italiano di tecnologia di Genova, e che saranno destinati per finanziare l’assunzione di mille ricercatori e il potenziamento dei Prin (i progetti di ricerca interesse nazionale) destinato agli atenei, il cui bando atteso entro l’estate avrà un super budget da 200 milioni circa.

Partiamo dal bando per la ricerca industriale che sarà concentrato su 12 settori - gli stessi dei cluster costituiti su spinta del Miur - che rappresentano le nostre filiere dell’innovazione e individuati come fronti prioritari dal Piano nazionale della ricerca in raccordo con il programma Ue Horizon 2020. Si tratta di Fabbrica intelligente, Chimica verde, Scienze della vita, Mezzi e sistemi per la mobilità di superficie terrestre e marina, Agrifood, Aerospazio, Tecnologie per le smart communities, Tecnologie per gli ambienti di vita. A cui si aggiungono altri quattro settori - e altrettanti cluster che si stanno costituendo in questi giorni - su Made in Italy, Blue growth, energia e beni culturali.

Il bando, frutto di un lungo dialogo con i cluster del Paese, è aperto a partneriati pubblico-privati con al massimo una decina di partecipanti (tra imprese e centri di ricerca) che potranno presentare progetti nei 12 settori. I migliori progetti riceveranno un contributo in una forchetta da 1 a 5 milioni di euro che rappresenterà circa il 50% del finanziamento totale del progetto di ricerca. Circa la metà dei 350 milioni del bando saranno riservati a tutte le 12 aree, mentre il resto dei fondi saranno concentrati tra le 4 aree prioritarie (industria 4.0, salute, cibo e aerospazio) e un meccanismo premiale allo studio dei tecnici del Miur che dovrebbe aggiungere fondi in più ai migliori progetti.

Oltre al bando, come detto, sono in arrivo anche altre novità: «Stiamo liberando risorse significative per la ricerca di base e per quella industriale. Questo anche mediante uno specifico accordo che ho proposto all’Iit di Genova nel quale rientrano pure finanziamenti per nuove assunzioni di ricercatori», avverte il ministro Fedeli. Con il famigerato tesoretto dell’Iit (450 milioni in tutto), fondi accumulati e non spesi dal centro di ricerca, saranno potenziati i bandi Prin destinati alle università e saranno assunti mille ricercatori in più (a disposizione 250 milioni). «E sempre sui ricercatori - aggiunge la ministra Fedeli - stiamo investendo attraverso il provvedimento che finanzia i Dipartimenti di eccellenza delle università immettendo risorse fresche nel sistema che, voglio ricordarlo, sono tutte aggiuntive. Proprio in questi giorni con la manovrina abbiamo sbloccato dopo anni i fondi per i progetti di social innovation. E il decreto che distribuisce il Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese ha assegnato oltre 1 miliardo alla ricerca su base pluriennale». Fino al 2032 ci saranno a disposizione 1,2 miliardi, con il settore aerospazio in pole position.

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