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Dossier La protezione del patrimonio nel tempo si ottiene con le gestioni

    Dossier | N. 11 articoliWealth Management

    La protezione del patrimonio nel tempo si ottiene con le gestioni

    Dottoressa D’Onofrio perché le gestioni patrimoniali sono strumenti adatti a proteggere grandi patrimoni?
    In termini di rapporto rischio/rendimento sono in grado di offrire i migliori risultati, soprattutto nelle fasi difficili dei mercati.

    Pregio che gli invetitori non sempre colgono. Come mai?
    Perché non guardano alla complessità del prodotto e alla sua flessibilità. Ma soprattutto non considerano il fatto che in una gestione patrimoniale si calcolano nel dettaglio tutte le componenti di rischio e si calcola quanto rischio il gestore ha dovuto prendere per ottenere un certo rendimento. In un deposito di risparmio amministrato nessuna istituzione finanziaria valuta i rischi ma al massimo si calcola il Var (value at risk) in coerenza con il profilo di rischio dell’investitore. In una gestione patrimoniale, la bravura del gestore è proprio riuscire a consegnare al cliente il rendimento minimizzando la volatilità del portafoglio. Inoltre, la gp è il frutto di un lavoro di squadra perché specialisti in azioni, obbligazioni, nella selezione di fondi mettono insieme le loro competenze.

    Perché nei depositi amministrati non succede?
    Perché c’è un livello di diversificazione decisamente inferiore.In media nelle nostre gestioni utilizziamo titoli, fondi, Etf, strumenti. Per esempio in un portafoglio europeo in media ci sono almeno 100 titoli.

    Sarebbe possibile una gestione patrimoniale Pir compliance?
    L’idea del Pir per diversificare meglio sul paese Italia è buona, a patto però che l’investitore non abbia già una sovra esposizione a questo mercato. Da un punto di vista tecnico, invece, non si può fare una gestione patrimoniale Pir compliance perché verrebbe meno la sua liquidità giornaliera.

    Rispetto al passato come sono evolute le gp?
    Venti anni fa, quando i BTp avevano rendimenti a due cifre,contenevano soprattutto obbligazioni. Oggi è molto diverso. Noi ad esempio, grazie alla piattaforma Aladin rilasciata da BlackRock, riusciamo a capire in anticipo quale può essere l’impatto sulle scelte di investimento della svalutazione di una valuta o di un evento shock. I gestori insomma, grazie a nuovi strumenti, possono capire se il rischio è adeguato al rendimento e grazie a un monitoraggio continuo, intervenire. Le scelte strategiche vengono riviste ogni mese in occasione del Comitato investimenti. Ma se lo scenario non cambia, si fanno solo aggiustamenti tattici.

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