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    Dossier | N. 86 articoliElezioni amministrative 2017

    Nuovo rebus legge elettorale: spinte contrastanti maggioritario-proporzionale

    Le alleanze di centrodestra e di centrosinistra rilanciate dal primo turno delle amministrative riaprono i giochi della legge elettorale. Domani riparte l’esame in commissione Affari costituzionali della Camera dopo la battuta di arresto di giovedì scorso. Il presidente Andrea Mazziotti dovrà fare il punto con i gruppi parlamentari per capire se e come andare avanti. Ed è chiaro che i risultati delle comunali avranno il loro peso nella costruzione delle prossime strategie dei partiti. Tirando le somme però le prospettive complessive somigliano molto a un vero e proprio rebus. Con spinte per il maggioritario che si alternano ad arroccamenti sul proporzionale.

    Nuove chance per il maggioritario
    Il maggioritario della legge elettorale per l’elezione dei sindaci potrebbe influenzare il percorso del sistema di voto per le politiche. In particolare, i sostenitori delle alleanze hanno già iniziato il loro pressing in questa direzione. Così, ad esempio, il ministro della Giustizia Andrea Orlando va netto al punto: «Credo che questo voto dica che è ragionevole riflettere sulla reintroduzione di forme di premio di maggioranza». E, sempre con lo stesso intento, il leader della Lega Matteo Salvini fa notare: «Se il centrodestra funziona, e lo vediamo con il modello del Veneto, Lombardia e Liguria, la normalità avrebbe voluto che il centrodestra si battesse per il maggioritario». Tace al momento il segretario Pd Matteo Renzi.

    Ma c’è chi rimane per il proporzionale
    In Forza Italia, invece, sulla legge elettorale restano due linee contrapposte. Quella capeggiata dal governatore ligure Giovanni Toti che parteggia per «lista unica» del centrodestra e quindi modello maggioritario e quella del leader Silvio Berlusconi che punta a “ridimensionare” l’alleanza con la Lega (e in generale con i partiti sovranisti del centrodestra) e quindi propende per il proporzionale. Il Cavaliere ha fatto capire nettamente il suo pensiero: «È saggio non trarre da queste elezioni indicazioni nazionali anche perché la maggior parte dei candidati resta sotto il 40%, quindi il panorama politico è ancora frammentato e troppo frettolosamente si parla di ritornato bipolarismo».

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