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Arriva l’Atlante dei minori stranieri non accompagnati: dal 2011 ne…

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Arriva l’Atlante dei minori stranieri non accompagnati: dal 2011 ne sono arrivati 62.672

Minori non accompagnati (Danilo Balducci per Save the children)
Minori non accompagnati (Danilo Balducci per Save the children)

Arrivano a bordo dei barconi attraversando il Mediterraneo, in cerca di un futuro migliore. Completamente soli, senza un adulto di riferimento che possa pensare a loro. Dal gennaio 2011 al dicembre 2016 in Italia sono sbarcati 62.672 minori non accompagnati. Il loro numero è cresciuto di sei volte rispetto ai 4.209 arrivi del 2011. L’anno scorso ben un migrante su 6 giunto sulle coste italiane era un minore solo. Nel 2016 ne sono arrivati 25.846. Un minore straniero non accompagnato su sei ha meno di 14 anni . Ragazzi e ragazze vittime di abusi, povertà e sofferenze indicibile.

Sono i bambini e i ragazzi descritti dal primo Atlante dei minori stranieri non accompagnati in Italia, diffuso da Save the children in vista della Giornata europea del rifugiato 2017. dati, storie e mappe dei percorsi dei ragazzi e della loro nuova vita in Italia. Per ricordare a tutti che quelli che arrivano soli in Italia sono prima di tutto bambini.

Un Atlante con mappe e storie dei minori stranieri non accompagnati

Alle spalle un viaggio difficile
Bambini e ragazzi, soprattutto maschi, che si lasciano alle spalle violenze, torture, mancanza di libertà civili, obbligo di leva militare per ragazze e ragazzi, epidemie, povertà, gravi crisi alimentari, malnutrizione. Pronti ad affrontare un viaggio difficile. Spesso un viaggio di morte, perché sono i più indifesi. In Italia arrivano per lo più da Egitto, Eritrea, Gambia, Nigeria, Somalia e Siria con l’obiettivo di trovare subito un lavoro per pagare il debito di viaggio e aiutare la famiglia d’origine.

Molti minori sono solo in transito verso altre mete europee
Minori spesso “invisibili” che considerano l’Italia solo un Paese di transito per raggiungere in altri paesi europei familiari o connazionali. E per questo si rendono irreperibili al sistema di accoglienza formale e si riaffidano a trafficanti, come hanno già fatto per la traversata in mare, per tentare di raggiungere la loro meta.

Correndo rischi gravissimi, finendo in circuiti di sfruttamento del lavoro in nero, in attività illegali o nel cappio della prostituzione. Tutto per restituire i debiti di viaggio.

La storia di Mussie, un diciottenne eritreo
Mussie, per esempio, è un diciottenne eritreo, che è giunto in Italia con un amico per sottrarsi al servizio militare obbligatorio. Ha raccontato che alcuni studenti vengono prelevati in classe con la forza. Lui per il viaggio ha pagato due volte 1.500 dinari, perché la prima volta sono stati bloccati in mare e sono dovuti tornare indietro. La seconda ha raggiunto l’Italia su una imbarcazione con 800 persone a bordo. «Sono venuto in Italia perché per forza bisogna passare di qua per andare negli altri paesi, se no da dove passiamo», spiega in un’intervista. «Ora sono qua mi piacerebbe andare a scuola. Dopo aver imparato qualcosa vorrei aiutare la mia famiglia. Poi mi piace lo sport come la pallavolo e la bicicletta, mi piacerebbe spingermi in alto».

Accoglienza, la nuova legge dovrebbe sanare le lacune del passato
Ora la nuova legge sui minori non accompagnati approvata lo scorso marzo dovrebbe sanare le lacune del passato in tema di accoglienza, basato in passato su un sistema frammentato, penalizzato da un approccio emergenziale. «È ora fondamentale che venga applicata al più presto - ha sottolineato Raffaella Milano, direttore programmi Italia-Europa di Save the children - e nella sua interessa, per garantire un’accoglienza adeguata e la necessaria protezione» a tutti questi bambini e adolescenti». Alla presentazione dell’Atlante anche la promotrice della legge, Sandra Zampa (Pd), che ha ricordato come la nuova legge offra un futuro a questi ragazzi e ragazze. «La legge per proteggere e tutelare questi bambini e adolescenti ora c’è - ha sottolineato Zampa - il passo successivo è quello di renderla operativa nel migliore dei modi».

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