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Ddl penale, il Governo chiede la fiducia. Bagarre…

in aula alla camera

Ddl penale, il Governo chiede la fiducia. Bagarre M5S: distruggono la giustizia

Conto alla rovescia per la fiducia sulla riforma del processo penale, oggi in Aula alla Camera per la terza ed ultima lettura che completerà l'iter parlamentare iniziato a gennaio 2015. In apertura della seduta pomeridiana la ministra per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha annunciato all’Assemblea la richiesta del voto di fiducia sul ddl, composto da un solo articolo di 95 commi nella versione approvata sempre con voto di fiducia nel marzo scorso dal Senato. In Aula erano infatti previste circa 100 votazioni ma sul 70% degli emendamenti è stato chiesto il voto segreto, e Palazzo Chigi ha evidentemente preferito non correre rischi su un testo politicamente assai delicato, e sul quale alcuni deputati centristi minacciano di non votare la fiducia, altri diranno “no” al voto finale. La Conferenza dei capigruppo ha quindi fissato per domani mattina le dichiarazioni di voto, seguite dalla chiama a partire dalle 13. Nel pomeriggio il voto finale.

M5S all’attacco: «Distruggono la giustizia»
La decisione del Governo ha scatenato l’opposizione, e in particolare il Movimento 5Stelle, pronta ad esporre in Aula cartelli di protesta con la scritta “Distruggono la Giustizia”. Nel mirino del Movimento è finita in particolare la delega al governo per la riforma delle norme sulle intercettazioni prevista dal Ddl: tra i paletti, la regolamentazione dell’uso investigativo dei trojan, maggiore riservatezza sulle conversazioni intercettate e introduzione del reato di diffusione di conversazioni o riprese effettuate farduolentemente per finalità di danno altrui. Per i Cinque stelle la riforma in realtà «mette il bavaglio alla stampa con il divieto di pubblicazione delle intercettazioni rispettando i diktat di Napolitano» e «taglia i fondi alle intercettazioni stesse». In serata la fiducia chiesat dal Governo diventa il tema di un blog del leader M5S Beppe Grillo, che invoca l’intervento della presidente di Montecitorio Laura Boldrini perchè «la Camera non può più essere calpestata in questo modo indegno». Un suo richiamo «sarebbe un bel gesto istituzionale per portare finalmente un granello di dignità a questa pessima legislatura», conclude il post contro la 93ima fiducia della legislatura.

Parere Ocse in arrivo
La fretta dell’Esecutivo è giustificata anche dall’oppprtunità di mandare in porto il provvedimento prima del 15 giugno, quando è attesa una nuova valutazione degli esperti Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) sulla riforma prescrizione, uno dei punti più controversi del ddl. Il via libera immediato alla riforma permetterebbe al Guardasigilli Andrea Orlando di coronare il principale intervento normativo del suo incarico a via Arenula. E, al tempo stesso, potrebbe evittare una censura da parte degli esperti di Parigi per i tempi eccessivamente brevi per la prescrizione dei reati oggi previsti dal nostro ordinamento.

Come cambia la prescrizione
La riforma della disciplina della prescrizione prevista del ddl prevede infatti la sospensione dei termini «per un tempo non superiore ad un anno e sei mesi» - in caso di sentenza di condanna - tra il deposito della motivazione della pronuncia di primo grado e la pronuncia del dispostivo della sentenza di secondo grado, e tra la sentenza della condanna in appello e la pronuncia della Cassazione. Tre anni complessivi, che si aggiungono ad un aumento «della metà», in caso di atto interruttivo, del tempo necessario a prescrivere, in particolare, i reati di corruzione, induzione indebita, e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

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