Italia

Migranti, Raggi bifronte al servizio di Grillo e Casaleggio

Le contraddizioni

Migranti, Raggi bifronte al servizio di Grillo e Casaleggio

La sindaca di Roma Virginia Raggi
La sindaca di Roma Virginia Raggi

Grillo e Casaleggio ordinano, Raggi esegue. A costo di smentire se stessa. Era dicembre, appena sei mesi fa, quando in Vaticano all’incontro con i sindaci europei dedicato a “Europa, i rifugiati sono nostri fratelli e sorelle” la sindaca grillina si lanciava in questa descrizione della Capitale: «Roma è una città aperta all’accoglienza, disponibile al dialogo, al centro di migrazioni e scambi sociali ed economici tra diversi popoli. Il popolo italiano si è abituato a questa presenza di culture, etnie e religioni diverse e ha manifestato nei secoli la sua disponibilità all’accoglienza. Questo ci aiuta, ma sappiamo bene che di fronte al livello di criticità dei nostri giorni dobbiamo fare di più». E ancora: «In questo momento stiamo attuando azioni concrete per trovare un’accoglienza per ogni singola persona che arriva e offrire una soluzione di maggiore stabilità rispetto a tende o rifugi provvisori: vogliamo che tutti possano avere un tetto sulla propria testa».

La virata sotto dettatura
Centottanta giorni dopo la virata legalitaria sotto dettatura, con la lettera della sindaca al prefetto di Roma Paola Basilone in cui si chiede che il Viminale ponga un freno agli arrivi dei migranti in città. Accompagnata dagli strali sul blog per la chiusura dei campi rom e il giro di vite contro i mendicanti in metro. E così Raggi diventa bifronte per opportunismo politico, complice una personalità politica a tutt’oggi assai debole: il tentativo di spostare a destra l’asse del Movimento dopo il flop alle amministrative e al contempo quella di riverniciare la carrozzeria ammaccata della giunta pentastellata dopo un anno di poche luci e tante ombre.

Capitale “commissariata”
La mossa dei vertici M5S conferma l’immagine di una Capitale “commissariata” ed eterodiretta, ormai utilizzata come laboratorio in cui sperimentare l’efficacia delle parole d’ordine da utilizzare a livello nazionale. A cominciare dal garantismo a giorni alterni per proseguire con le prove di equilibrismo sulle grandi opere e sui rifiuti. Quasi che l’esperienza della sindaca venga già considerata da archiviare e Roma sia ridotta al rango di trampolino malconcio per la scalata dei Cinque Stelle al governo del Paese.

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